Transizione 1989

cellulari, o le sostanze, delle quali l ’ organismo è patologicamente carente. Il vantaggio del trapianto di midollo rispetto alle terapie medi che tradizionali consiste nel fatto che offre potenzialmente una risoluzione radicale della malattia anziché una transitoria pallia- zione. Il problema principale è rappresentato dal frequente rigetto del midollo trapiantato, a cui inevitabilmente consegue la morte dell ’ individuo. Per ridurre il rischio di rigetto vengono attual mente utilizzate per il trapianto cellule provenienti da fratelli, che sono simili a quelle dell ’ individuo malato, oppure provenienti da feti abortiti, in quanto in epoche precoci di gravidanza le cellule sono ancora immature dal punto di vista immunitario, e sono ben tollerate dagli altri organismi, che non ne riconoscono l ’ estraneità. Ciononostante, il fenomeno del rigetto è ancora molto frequente, e determina una mortalità estremamente elevata. Il trapianto di midollo consiste nella infusione endovenosa di cellule. Dal momento che sono oggi largamente disponibili meto diche per il rilievo e l ’ infusione di sostanze nel circolo fetale fino da epoche molto precoci di gravidanza, il trapianto di midollo è già da ora potenzialmente effettuabile in epoca prenatale. Vantaggi teorici del trapianto di midollo al feto I vantaggi teorici del trapianto di midollo nel corso della vita intrauterina sono molteplici. Infatti, i fattori che sembrano principalmente condizionare il fallimento di queste procedure dopo la nascita sono legate in parte alla possibilità di rigetto e in parte ai danni prodotti sull ’ or ganismo dal perdurare della malattia (immunizzazione nei confronti del sangue trasfuso terapeuticamente, epatopatie, nefropatie, se quele infettive, ecc.). Concettualmente, il feto nel corso del secondo trimestre è il recipiente ideale di un trapianto. Infatti, si suppone che il sistema immunitario non sia ancora maturato, e che quindi non sia in grado di riconoscere, ed attaccare cellule estranee. Questo impedi rebbe reazioni di rigetto, e renderebbe inutile la distruzione del midollo mediante radiazioni e farmaci citotossici che deve invece di necessità essere effettuata per i trapianti dopo la nascita, distru zione la quale comporta naturalmente la morte del paziente in caso di mancato attecchimento. Inoltre, l ’ organismo del feto non 35

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