Transizione 1989
quello della possibilità di vita autonoma al di fuori dell ’ ambiente extrauterino. È abbastanza evidente che questo limite non è da considerare immutabile, ma varia in rapporto alla evoluzione della scienza neonatologica. Sono oggi sempre più frequenti i casi di grandi prematuri che riescono a sopravvivere: sono stati registrati casi di bambini nati al 5° mese di gravidanza che sono riusciti a sopravvivere. È probabile quindi che in un futuro prossimo i limiti oggi accettati dovranno essere giuridicamente riveduti. L ’ interruzione della gravidanza è al momento attuale un risvolto inevitabile della diagnosi prenatale, ma l ’ esperienza raccolta nel corso degli ultimi anni indica una tendenza all ’ aumento delle pos sibilità di cura e prevenzione, e suggerisce quindi che nel tempo si avrà una riduzione progressiva degli aborti. Il secondo punto di dibattito etico riguarda invece la terapia fetale. È chiaro che la maggior parte delle terapie fetali oggi di sponibili, siano esse di natura medica o chirurgica, operano attra verso l ’ organismo della madre. In altre parole, la madre deve subire sia il rischio che la sofferenza terapeutica di un provvedimen to del quale è il prodotto di concepimento a beneficiare. La disponi bilità di terapie fetali pone sotto una nuova luce i rapporti tra la madre e il feto, e anche tra l ’ ostetrico ed il binomio costituito dalla madre e dal feto. È evidente che una grande correttezza e competenza professio nale devono guidare le azioni dell ’ ostetrico. Questo è a nostro avviso vincolato nei confronti del feto da un rapporto medico-pa ziente, ma non può ignorare il diritto all ’ integrità fisica e la libertà di scelta della madre. L ’ ostetrico è tenuto in primo luogo a un attento bilancio sia dell ’ efficacia di una determinata terapia che dei rischi e benefici materni e fetali conseguenti all ’ applicazione di questa, ed in secondo luogo ad una esauriente informazione nei confronti della madre. È logico ritenere che nella maggior parte dei casi interessi ma terni e fetali coincidano, che cioè la madre desideri partorire un feto nelle migliori condizioni di salute possibili. In questa evenien za, la madre accetterà di buon grado di sottoporsi ad una terapia 40 Terapia fetale
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