Transizione 1989
con le pratiche correnti, qualsiasi intervento terapeutico, anche benefico sull ’ essere umano dal concepimento alla morte. Dobbia mo forse rispettare l ’ embrione fino a renderlo intangibile (impe dendo ad esempio qualsiasi forma di chirurgia embrionale) per il solo fatto che non lo vediamo? o attribuirgli addirittura un ’ intan gibilità e tutela della sua cosiddetta integrità fisica, maggiore di quella che riconosciamo al risultato del processo a cui sta por tando? I problemi più delicati nascono per una classe ben specifica e numericamente limitata di situazioni. Chi lavora nel settore delle diagnosi prenatali, fornisce precise statistiche sulle quali dovrebbe riflettere chi tende a non distinguere tra differenti classi di casi, trasferendo l ’ alone di drammaticità che sicuramente accompagna alcune situazioni ad altre che sono invece più lineari nella serie di passaggi sostanzialmente produttivi di benefici che le caratteriz zano. Certo qualcuno vuole ancora difendere la tesi che la nascita e la morte sono affidate totalmente all ’ Autore della Natura e che nulla si può fare per controllare, migliorare, posticipare questi eventi della vita dell ’ uomo e che dunque è inaccettabile non solo qualsiasi controllo di questi processi, ma anche qualsiasi sforzo di ottenere maggiori informazioni sul loro andamento. Sono mil lenni in cui però questa cultura del mistero e del rifiuto di cono scere ha dovuto, in tutte le occasioni, cedere il passo alla cultura del sapere. Ma laddove non si assuma questa posizione integralista si dovrà riconoscere che i problemi etici entrano in gioco preva lentemente in due ordini diversi di casi. Proviamo per concludere a delineare questi due diversi ordini di casi e alcuni modelli di soluzione. I casi del primo tipo sono assimilabili al caso in cui la diagnosi prenatale fatta su consiglio del medico può portare ad avere in formazioni sull ’ embrione e il suo sviluppo che possono spingere la madre a decidere di dare corso all ’ aborto. Naturalmente non vi è nessun collegamento logico necessario tra la raccolta di certe informazioni con la diagnosi prenatale sulla struttura anatomica dell ’ embrione (come già ci siamo precedentemente espressi) e una conseguente decisione a favore dell ’ aborto. Su questa base la po sizione espressa dalla Chiesa Cattolica è che «la diagnosi prenatale è moralmente lecita se rispetta 'la vita e l ’ integrità dell ’ embrione e del feto umano e è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale». La diagnosi prenatale può infatti far co 51
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