Transizione 1989
sponibilità di queste informazioni genetiche: non si vede, quindi, in analogia con quanto abbiamo già fatto valere per la diagnosi prenatale relativa alla struttura fisica del nascituro, come ragione volmente si possano vietare o ostacolare le ricerche in questo cam po. L ’ elemento distintivo sarebbe legato al fatto che una diagnosi prenatale di tipo genetico potrebbe portare, nel caso di una euge netica non solo negativa ma piuttosto positiva, a forme di mani polazione del patrimonio genetico degli esseri umani. Naturalmen te siamo sulla strada ancora del futuribile. Mi sembra però che anche in questo caso non si possano considerare tutte le situazioni come già risolte con proibizioni assolute messe a punto (ammesso poi che possano essere chiaramente formulate in modo che risul tino efficaci o che gli stessi loro fautori non siano costretti, per conciliarle con le loro pratiche di vita reali, a ricorrere a numerose scappatoie o trucchi per fare ad esse eccezioni) in modo da avere una rilevanza giuridica. Nulla di strano che una generazione sia costretta a rivedere cri ticamente l ’ etica che le è stata trasmessa valutando se essa sia adeguata a guidarla anche nelle situazioni nuove che si sono create. Nulla di strano che i nostri codici etici si trasformino, prevedendo nuove regole e principi per azioni che prima non potevano essere compiute e arricchendo con ulteriori specificazioni le norme uni versali trasmesseci 16 . Non si è costretti ad abbracciare un relati vismo sul piano normativo se si vuole riconoscere che l ’ etica ha una storia e che, sul piano descrittivo, vi sono molte morali in com petizione, nella cultura odierna. Il caso della diagnostica prenatale con rilevanza genetica è pro babilmente proprio uno di quei casi che va criticamente esaminato non semplicemente per estendere i principi etici che ci sono stati tramandati, quanto piuttosto per metterli alla prova, eventualmen te correggerli o renderli più adeguati. Su questa base come consi derare come un ’ ipotesi assolutamente iniqua — tale che commet teremmo un peccato di ubris luciferina e cadremmo in un delirio da dominio tecnologico al solo pensarla — il fatto che nel futuro le informazioni di tipo genetico di cui potremmo disporre sullo sviluppo dell ’ embrione e del feto umano ricavate dalla diagnostica prenatale, congiunte con le tecniche messe a punto dalla ingegneria genetica permettano di fare sparire malattie a base genetica (si pensi ai casi dell ’ emofilia e della talassemia o anemia mediterranea)? Certo ci sono dei limiti e dei pericoli, ma non si vede perché get 55
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