Transizione 1989
tare su questi interventi la luce sinistra che giustamente accom pagna gli interventi tesi, ad esempio, a migliorare o rendere più malleabili i caratteri delle persone. Comprendiamo tutti benissimo la differenza tra interventi per curare malattie ed interventi euge netici suggeriti da pregiudizi razzistici o specisti. Possiamo creare sedi in cui queste sperimentazioni sono tenute sotto controllo e sottoposte ad un esame critico pubblico e democratico prima di ottenere il nulla osta per una loro continuazione. Con che coerenza si usano i distinguo teorici permessi dalla logica delle norme, dall ’ esame delle intenzioni di chi agisce, e dalla dottrina del «doppio effetto» per consentire la diagnosi prenatale e non si usano gli stessi strumenti teorici per rendere lecita, anche, prima del concepimento la raccolta di informazioni genetiche sulle coppie a rischio, o eventualmente sugli embrioni che hanno concepito? Nessuno collegamento necessario tra la raccolta di queste infor mazioni genetiche ed altre azioni che seguano ad esse è ovviamente individuabile, come nel caso della diagnosi prenatale sulla strut tura fisica dell ’ embrione. Per questo la domanda eticamente rilevante è che senso ha: bloccare tutto per paura? suggerire che gli unici risultati che certe tecniche producono sono quelli conseguenti a certune delle loro possibili, e non necessarie, utilizzazioni? assimilare tutte le loro possibili utilizzazioni, ad alcune che tutti in realtà condan neremo? Come si può pretendere che tutti noi si confondano tra di loro le diverse conseguenze di atti rivolti a raccogliere certe informazioni, a seconda che ad essi facciano seguito certe azioni o altre azioni? Vogliamo vietare già la raccolta di dati o infor mazioni, o piuttosto regolamentare e controllare eventuali usi e utilizzazioni di certi dati? Come accettare, infine, la prospettiva di coloro che confondono tra morale e religione non comprendendo la diversa base antropologica da cui derivano queste forme di vita degli uomini? Proprio a mostrare quanto insoddisfacente sia la prospettiva che vede la morale nascere dalle stesse paure e timori che danno forza alle credenze religiose si è dedicata larga parte del pensiero moderno da Mandeville e Hume ad oggi. La natura dell ’ etica non coincide con un universo di proibizioni il cui unico sostegno è la paura dell ’ ignoto, questa natura sta piuttosto in un in sieme di norme pratiche ed istituzioni tese a favorire la convivenza tra gli uomini evitando azioni realmente dannose. Uno dei grandi pe ricoli che ci sovrasta oggi è che un ’ etica ispirata dalla paura possa 56
Made with FlippingBook Online newsletter creator