Transizione 1989
impedirci di porre le premesse per compiere delle azioni che — ove non siano svincolate dal dovuto controllo critico di una discussione pubblica — potrebbero rendere le condizioni di vita dagli uomini un po ’ meno precarie, insicure e infelici.
Note 1. Si veda per questo J.S. Mill, Saggio sulla libertà, trad. it., Il Saggiatore, Mi lano, 1981. 2. Per il senso in cui si considera l ’ etica razionale mi si consenta di rinviare a E. Lecaldano, Limiti e natura della giustificazione razionale in morale da un punto di vista metateorico, in Etica e diritto. Le vie della giustificazione razionale, a cura di L. Gianformaggio e E. Lecaldano, Laterza, Roma-Bari, 1986, pp. 59-90 e a La sfida dell ’ etica applicata e il ragionamento in morale, in Questioni di bioetica, a cura di M. Mori, Editori Riuniti, Roma, 1988, pp. 37-72. 3. La questione dell ’ equilibrio tra specificità e universalità dei principi dell ’ etica è affrontata tra l ’ altro da R.M. Hare, Il pensiero morale, Il Mulino, Bologna, 1989, capitolo II, pp. 57-76. 4. Ricordo qui senza alcuna pretesa di completezza: dal punto di vista medico L. Bovicelli, Diagnostica prenatale e terapia fetale, relazione al «I Convegno Italo- Francese su “ Il Controllo Sociale delle Tecnologie della Riproduzione Umana ” Bologna, 25-26 Novembre 1988»: C. Flamigni, Il laboratorio del proibito e del l ’ impossibile, in «Gli Ospedali della Vita», XII, luglio-ottobre 1986, pp. 5-11 e I figli dell ’ impossibile, in «Giornale della Società Italiana di Fertilità e Sterilità», I, gennaio-marzo 1987, pp. 9-20; dal punto di vista medico-legale l ’ ampio e documen tato volume di S. Lafisca e L. Blokar, La medicina legale nella diagnosi prenatale, Cortina, International, Verona, 1986; dal punto di vista etico all ’ interno di un ’ am pia letteratura dedicata alle questioni poste dalla diagnostica nel caso di nasci turi con gravi malformazioni e dal « prenatal screening » ricordiamo alcuni scritti compresi nel volume Contemporay Issues in Bioethics, ed. da T.L. Beauchamp e LeRoy Walters, II, ed., Wordsworth Publishing. Company, Belmont, 1982; J. Lorber, Early Results of Selective treatment of Spina Bifida Cystica, pp. 351-54; R.B. Zachary, Life with Spina Bifida, pp. 355-59; H. Tristram En gelhardt, Etbical Issues in Aiding thè Death of Young Cbildren, pp. 359-65; LeRoy Walters, Ethical Perspectives on Maternal Serum Alpha-Eetoprotein, pp. 486-91; R.R. Faden, Public Policy of Prenatal Diagnosis, pp. 491-94; H.P. Green e A.M. Capron, Issues of Public Policy in Compulsory Genetic Screening, pp. 494-501. 5. Leroy Walters, Perspectives on Maternal Serum Alpha-Petoprotein in Screening, cit. 6. Mi limito qui a sviluppare le prime linee di un ’ argomentazione in chiave di un ’ etica utilitaristica che riprende quanto R.M. Piare, Il pensiero morale, op. cit. fa valere per una valutazione critica del conflitto tra un medico guidato da prin cipi che portano all ’ accanimento terapeutico e un malato che esprime il desiderio di una morte dignitosa, specialmente capitolo X pp. 217-236. 7. È questa la posizione sulla diagnosi prenatale espressa nel documento, detto Ratzinger, su II rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione pubblicato su “ L ’ Osservatore romano» dell'l 1 marzo 1987. 8. Per queste conclusioni relativamente ai problemi del medico che ha a che fare con la diagnosi prenatale si veda E. Sgreccia, Bioetica. Manuale per medici e bio logi, Vita e Pensiero, Milano, 1986, pp. 145-158, specialmente, pp. 157-158. 57
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