Transizione 1989
LE DIMENSIONI RELAZIONALI DELLA BIO-ETICA
Pierpaolo Donati
1. Premessa In questo breve contributo vorrei cercare di entrare nel merito di come oggi la coppia sterile vive il problema della genitorialità, di quali siano le caratteristiche delle coppie che chiedono l ’ uso del le bio-tecnologie e della dinamica psico-socio-culturale che è im plicata nei processi relativi, dalla domanda all ’ offerta, agli esiti delle procedure. Rimando ad altri scritti le considerazioni più generali, in particolare quelle etiche, giuridiche e legislative, le gate alla prospettiva che verrà qui esposta h Dalle ricerche sinora condotte risulta molto chiaro il fatto che le coppie sterili sono «coppie a rischio», nel senso che la stragrande maggioranza di esse presentano seri problemi non solo somatici, ma anche psicologici, culturali e sociali 2 . D ’ altra parte anche i figli delle bio-tecnologie sono «a rischio» dal momento che essi sono una terapia per una coppia o per individui sterili (in futuro forse anche per persone e coppie non sterili, ma che «opteranno» per questi metodi in base a semplici comodità e «preferenze»). Il quadro della patologia (in senso lato) della riproduzione umana non è mai solamente fisico, ed è per questo che sarebbe meglio parlare di procreazione anziché solo di «riproduzione» umana. Si tratta di un problema di genitorialità che, sociologicamente, è pur sempre un fatto sociale totale, il quale, come tale, implica (i) il coinvolgimento di tutte le dimensioni dell ’ esistenza, nessuna esclusa, e (ii) l ’ assumersi una responsabilità in linea di principio non revocabile per l ’ esistenza del figlio che si va a generare: ma questo gli attori in gioco sembrano non saperlo o cercano di ignorarlo. Da un lato, sembra che le coppie pongano i loro pro blemi al medico prevalentemente dal punto di vista fisico-somatico. 59
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