Transizione 1989

piuttosto di evidenziare che vi sono etiche che cercano il bene della persona umana e della società in base a valori umani uni versali e altre che ritengono inesistenti o introvabili o impropo nibili tali valori. Le etiche formali sottopongono il criterio etico a certe condi zioni: è eticamente lecito ciò che non procura certi danni ammis sibili o meno in dipendenza da una definizione storica contingente. Le etiche sostanziali ritengono al contrario che la generazione umana abbia in se stessa un vincolo essenziale, non condizionabile. Per questo, ad es., il consenso alla genitorialità attraverso seme anonimo non è accettabile, perché viola l ’ intima costituzione della coppia. Per dirla con D. Tettamanzi, «il consenso eventualmente dato al coniuge che si faccia fecondare da una terza persona non modifica il giudizio morale negativo della fecondazione eterologa: quel con senso non ha alcun valore, precisamente perché ha per oggetto un diritto “ indisponibile ” , un diritto che non è a disposizione del titolare» 8 . Da un punto di vista sociologico, quando diciamo che l ’ atto di generare un figlio è un atto etico, per eticità intendiamo il fatto costitutivo della relazione tra persone. Come dice E. Lévinas, l ’ eticità è riconoscere la norma secondo cui «prima c ’ è sempre l ’ Altro ». La persona è relazionale in molti modi e in molti sensi. C ’ è una unità relazionale tra corpo e anima, e una relazionalità con gli altri esseri viventi, umani e non (sempre in modi differenti). Tra tutti questi modi non v ’ è dubbio che la modalità del dono come reciprocità è quella più caratteristica dell ’ umano, che definisce l ’ esistenza personale in quanto distinta da quella di un puro individuo-della-specie, anzi è in certo modo l ’ essenza stessa della persona sul piano sociologico. La persona è un essere essenzial mente «per l ’ altro». Il carattere del dono è nella costituzione stessa della persona. Si può o meno illuminare tutto ciò con il passo biblico della Genesi in cui si afferma che «non è bene che l ’ uomo sia solo». Sta di fatto che, sul piano sociologico, è un dato inoppugnabile dell ’ esistenza che da solo l ’ uomo non può realizzare la sua natura. Si deve quindi considerare la persona nel suo aspetto relazio nale, rendendo compiuta la sua natura nel condurre la vita con qualcuno, anzi per qualcuno. Il dono è ciò che caratterizza la coppia e la relazione fra essa e il bambino. Se ciò non accade, la

63

Made with FlippingBook Online newsletter creator