Transizione 1989

coppia si chiude in se stessa. Perde la sua «natura», che è quella di una chiamata allo sviluppo diadico e poi triadico, e così via. Per questo la relazione non si risolve aprendo la coppia ad un al tro qualunque, ma trasformandosi in una relazione di apertura all ’ Al tro, come dono, che, se può, genera un figlio. Se non può, ogni sosti tuzione è un rischio e una possibile alterazione di ciò che la costitui sce. Vi sono naturalmente molte direzioni, molte altre forme relazio nali, con cui la coppia può aprirsi. Tradizionalmente, l ’ assumere responsabilità verso bambini soli o in grave stato di bisogno è stata una di queste, e tuttora mantiene una grande validità. In ogni caso l ’ assunzione di un ruolo di genitorialità si può esprimere in molti modi. La percezione della necessità di un ’ etica non contrattualistica, ma normativa nasce in realtà dal riconoscimento dell ’ Altro come assoluto, come bene non negoziabile, che è un fatto di etica na turale. Solo in questo modo si evita la possibilità che le altre persone possano essere usate strumentalmente per se stessi (per il proprio self). Per questo si dice che l ’ atto umano è etico nel momento in cui rispetta l ’ assoluto della persona. Ciò è vero da un punto di vista immanente, prima ancora che questo venga riconosciuto da un ’ auto rità che, se ha legittimità, pone la normazione dall ’ esterno delle persone. La normazione è prima di tutto il riconoscimento della esistenza di una normatività interna alle relazioni. È sotto questa angolatura che si può comprendere come un ’ etica utilitaristica non comprende e non rispetta a pieno il senso e la natura propria delle relazioni sociali umane. È un ’ etica strumentale che vorrebbe stac care lo strumento dal contesto normativo del fine, costituito dal l ’ assoluto (per quanto esso stesso non «ultimo») della persona umana. Una bio-etica sostanziale deve comprendere quale relazione in tercorre e deve esistere fra il bambino e la coppia. La cultura attuale si focalizza sulla coppia e sulle sue dinamiche facendo riferimento ad un codice simbolico e comunicativo essen zialmente «binario», quantomai semplificatore 9 . Si procede in base a scelte dicotomiche: sì/no, presenza/assenza, io/tu, ecc., senza che in queste scelte possa essere contemporaneamente in cluso un «terzo». Così la famiglia diventa una somma di diadi, ma mai una triade (il che è caratteristico di una cultura narcisistica). In un tale sistema culturale produrre una triangolazione è quindi

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