Transizione 1989

Mentre la modernità aveva una certa idea di emancipazione e di liberazione, e il figlio era o poteva essere sogno e strumento di quelle, l ’ epoca in cui viviamo è definibile come post-moderna in quanto ogni slancio etico sembra venir meno. In un ordine sociale dove tutto è semplicemente «possibile», anche perché le tecno logie artificiali consentono di realizzare ciò che è naturalmente irrealizzabile, si deve rendere possibile anche l ’ improbabile. Non ci si potrà poi lamentare se la coppia genitoriale non potrà avere alcuna influenza socializzativa sui figli 16 . Essa era già partita con il piede sbagliato. Ogni intento di comprensione e azione dovrebbe dunque pren dere le mosse di qui. Dal prendere atto che il bambino è una forma simbolica e una espressione della comunicazione di coppia, e, ancor prima, della cultura che esprime quest ’ ultima. I simboli del resto, sono proprio la struttura processuale delle relazioni fra il sog getto e l ’ oggetto intenzionale 17 . Le bio-tecnologie vengono ad allar gare uno spazio simbolico e temporale che introduce novità e contin genza. Se esso possa essere eticamente guidato, o almeno aver sen so, dipende da come l ’ intera cultura, e gli operatori in essa, sa pranno rendersi conto delle distorsioni relazionali che vengono introdotte allorché un mezzo tecnico produce una nuova immagine fantasticata del bambino, evasiva, non reale, allo stesso modo in cui la coppia odierna evade dalla realtà in un mondo di meta-co municazioni. Una bio-etica umana dovrà quindi farsi più matura con l ’ assun zione di un modello relazionale di coppia concepita come sviluppo della persona e delle relazioni (diadiche, triadiche, ecc.) secondo la regola-base della vita umana, per cui «prima viene sempre l ’ Al tro». Il bambino non fa eccezione, benché sia difficile capire come egli possa venire «prima» di noi. Si deve per questo comprendere che la famiglia è una relazione che comporta un suo proprio sviluppo, un suo codice simbolico, che da lineare e poi diadico deve farsi triadico. Poiché non la diade, ma la triade è sinergismo e accrescimento reciproco. Ma questo la bio-etica non lo sa. La coppia diventa veramente tale, quando, con il figlio, si apre a questa relazionalità, che è poi quella del dono- scambio non dell ’ auto-realizzazione come viene oggi intesa dentro la cultura del me first.

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