Transizione 1989
su tali pratiche l ’ aura di accettabilità morale riservata a tutto ciò che è finalizzato alla guarigione. La formalità terapeutica permette di considerare in una luce diversa taluni aspetti pratici dei proce dimenti bio-medici. Così, ad esempio, alcuni moralisti cattolici sospendono le loro riserve sulla modalità abituale di raccolta dello sperma considerando l ’ atto masturbatorio all ’ interno di un pro getto globale, che lo connota in senso terapeutico, piuttosto che edonistico. Le pratiche finalizzate alla procreazione artificiale, sottolineano con vigore i medici e i biologi che vi sono coinvolti, non sono ar bitrarie manipolazioni della natura, bensì interventi terapeutici sotto forma di «aiuto alla natura». Per quanto stravaganti possano apparire al senso comune, gli interventi bio-medici vogliono essere essenzialmente una risposta all ’ infertilità. Quando si rivendicano per queste procedure la qualifica di «terapia dell ’ infertilità», im plicitamente si richiede una loro valutazione etica positiva, quella stessa valutazione che accompagna le azioni finalizzate alla salute e al benessere. In tal senso orienta anche la designazione di «procreazione as sistita». Ma il beneficio della «terapia» può essere esteso a tutto l ’ arsenale oggi disponibile di tecnologie riproduttive? Qui si apre un campo importante per il discernimento etico. L ’ estensione della categoria di «terapia» a situazioni in cui prevale un desiderio a connotazioni psicopatologiche, o motivazioni futili, o addirittura confinanti con il capriccio, è abusiva. Lo sforzo per delimitare ciò che è terapeutico da ciò che non lo è si rivela un momento costi tutivo della formazione di un giudizio etico. Il fatto di considerare la sterilità una «malattia», e il rimedio all ’ infertilità un ’ opera terapeutica, solleva alcuni problemi dal punto di vista antropologico. Se la medicina si proponesse di ri spondere a tutti i desideri e le convenienze della popolazione, le conseguenze sarebbero di enorme portata, tanto sul piano della politica sanitaria, quanto su quello della deontologia medica. Una medicina sociale dovrebbe rendere accessibili a tutti le costose pratiche della procreazione artificiale. Nella concezione liberale della sanità, invece, il medico, trasformato in prestatore di ser vizi, si troverebbe inevitabilmente preso nell ’ ingranaggio commer 78
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