Transizione 1989

IL CORPO TRA AMBIVALENZE E SIMBOLISMO

Carmine Ventimi^ia

Quando qualcuno cerca — rispose Sid- dharta — allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sé, per ché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è pos seduto dal suo scopo. Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non avere scopo [...] Ho trovato un pensiero, Govinda, che tu riterrai di nuovo uno scherzo o una scioc chezza, ma che è il migliore di tutti i miei pensieri. Ed è questo: d ’ ogni verità anche il contrario è vero! [...] ... Il mondo in sé, ciò che esiste intorno a noi e in noi, non è unilaterale. (Hermann Hesse, Siddharta) L ’ osservatore getta sempre la propria om bra su quel che sta osservando. Perciò bi sogna capire la struttura e la natura del l ’ osservatore... L ’ osservatore è veramente un ’ entità condi zionata. (Krishnamurti, L ’ uomo alla svolta)

1. L ’ incertezza della responsabilità Partire dal corpo per riflettere sulle tecnologie della riprodu zione umana può costituire una prospettiva ad un tempo limitante e non. Limitante perché la parzialità attraverso cui si dirige l ’ osserva zione finisce col fare del corpo fl soggetto esclusivo di una rifles sione che parte da sé e si chiude su di sé. Non limitante perché paradossalmente proprio la definizione del campo di osservazione consente di coglierne la natura ambivalente, non unilaterale come 83

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