Transizione 1989

anche quando è il medico a curare se stesso, proprio come conse guenza della differente predicazione riservata all ’ anima (dalle Idee) e al corpo (dal mondo finito). Ma si è già detto delle molteplici «verità» presenti nella filosofia greca. Infatti lo stesso Platone provvederà nel Simposio ad assumere la capacità procreativa, an che in senso fisico, come condizione di trascendimento dell ’ indi viduo. In ogni caso, come ci ricorda Mario Vegetti nella sua Introdu zione a Ippocrate (1976, 25-26), quella influenza unilaterale della filosofia rispetto alla medicina è discutibile. «È paradossale — scrive infatti Vegetti — ma tuttavia vero, notare (...) che una parte non piccola della grandezza dei me dici ippocratici consistette proprio nell ’ aver “ separato ” la me dicina dalla filosofia [...]. Non è infatti in alcun modo sufficiente asserire, come spesso si fa, una univoca e indifferenziata influenza della “ filosofia ” sulla “ medicina ” : giacché in quella stessa filosofia si era creata una molteplicità di indirizzi e di prospettive, e le scelte che il nascente pensiero scientifico operò in questo campo contri buirono decisamente a determinarne le caratteristiche. La me dicina ippocratica operò appunto una scelta, ma che essa non fosse l ’ unica possibile è comprovato dall ’ esistenza di altre ed opposte correnti mediche, le quali a loro volta dipendevano dall ’ assunzione di altre impostazioni filosofiche». Tra i primi «scienziati» a cogliere i limiti di quella riflessione che nata in Ionia all ’ alba del VI secolo, identificava nella ricerca dell ’ origine {arche) il compito dell ’ osservazione empirica a partire dalla compiutezza della physis (indagine sulla natura), fu proprio un medico-biologo di Crotone del V secolo, Alcmeone. Questi ebbe «il torto» di non tradurre il corpo delle osservazioni ereditate an che dall ’ esperienza di molti medici in sistematico impianto episte mologico. Egli, comunque, aveva già coito, prima che la successiva riflessione «filosofica» lo esplicitasse, il segno dogmatico del pa radigma della physiologia. Segno che assumeva la conoscenza come esito di proposizioni analogiche, in quanto in ogni pur piccolo «og getto di osservazione» si esprimeva la totalità. L ’ intuizione di Alcmeone che, invece, la conoscenza è esito di tekmairesthai (con fronto e verifica di ipotesi a partire dai segni indiziari posti dall ’ os servazione) apre la strada alla successiva medicina ippocratica 87

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