Transizione 1989

specie là dove essa dovrà coniugare la possibilità di una conoscenza come altro rispetto alla realtà e di una realtà fenomenica come co munque possibile e legittimo oggetto di scienza, sia pure nella sua molteplicità, in quanto essenziale alla ri-costruzione del sapere. L ’ assunzione dell ’ empirico come oggetto di intervento delle technai, che Anassagora teorizzerà come momento di produzione del sapere, «un sapere ancorato all ’ esperienza e che tuttavia con siste nello stabilirne i nessi e i significati, secondo la via del tekmairesthai indicata dallo stesso Alcmeone» (Vegetti, z*A., 41), sarà il momento più emblematico del processo di autonomia della scienza medica dalla filosofia ma anche quello più significativo, da parte sua, di fornitura diretta di vie «teoretiche» a partire dal l ’ osservazione, processo che troverà in Ippocrate la sua massima espressione. «Così — scrive sempre Vegetti (Ibid.) — l ’ antico pensiero greco era forse arrivato al suo punto di massima apertura nei riguardi delle scienze e in special modo delle scienze della natura e dell ’ uomo. Ora esse erano veramente in grado di parlare con la propria voce, che per queste ultime fu la voce di Ippocrate e di Tucidide». Coesistenza contraddittoria ma convergente, con reciproche in terferenze e sovrapposizioni: questa la caratteristica del cammino di e tra filosofia e medicina. Dunque non definizione della medicina a partire dalla filosofia. Ma anche coesistenza di diverse correnti all ’ interno della stessa medicina. Si pensi solo all ’ influenza eser citata dai «medici itineranti» del VI secolo i quali, per la stessa caratteristica della loro techne, che sorgeva dalla osservazione di retta e molteplice ed era legata a interventi che non venivano ri composti in alcuna connessione sistematica di tipo teorico, non segnalavano né modelli prognostici della malattia né indicazioni terapeutiche di regime, a confermare il prevalere dell ’ osservazione diretta sulle inferenze induttivo-deduttive (cfr. Ibid., 43-44). Ed è significativo che gli eredi più vicini alla tradizione di quei «medici itineranti» fossero proprio gli autori dei trattati gineco logici compresi nella collezione ippocratica, a ricordarci anche la diversa origine metodologica del sapere ginecologico, in quanto proprio del soggetto femminile, rispetto ad altri saperi della me dicina. Ma c ’ è un altro aspetto che la storia della medicina greca pro 88

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