Transizione 1989

dell ’ esistenza declinano livelli di gerarchie a seconda della loro coerenza gnoseologica, etica ed epistemologica con la fonte e l ’ ori gine, V arche di tale riduzione. Quella gerarchia di coerenza coinciderà presto, da una parte, con la rappresentazione di una gerarchia di congruenza morale e sociale e, dall ’ altra, con la produzione di altre rappresentazioni all ’ uomo concreto: del suo Sé, del suo corpo, del suo logos. Rap presentazioni che si configureranno, nella loro costruzione ogget tiva, come altro, di volta in volta da controllare, da cui dipendere o da cui dif-ferenziarsi per potere accedere al luogo dell ’ identità, cioè della verità. La polivalenza della corporeità, cioè dell ’ esito della soggettività che ha esperito la propria dimensione di corpo, viene così progres sivamente ri-dotta a polarità di rappresentazioni in cui la promo zione a positivo di una sola delle sue facce espressive diventa norma di regolazione e di giudizio dei comportamenti. E così, passando di volta in volta attraverso la scissione di ideale e sensitivo, di condizione del sacrum-facere (sacrificio) e di luogo della perdizione, di cogitans e di extensa, di dominus e di dominato, il corpo ha abbandonato in tutte queste rappresentazioni la carica eversiva della sua ambivalenza, eversiva rispetto alla lo gica dell ’ unità e del giudizio, cioè della ri-ducibilità all ’ universalità AeWunum e del honum, e ha vestito sempre più i panni dell ’ zTfetf di corpo, della rappresentazione che di esso le varie scienze hanno costruito e fornito all ’ uomo. Processo di grande presa proprio perché la rappresentazione è l ’ unico luogo in cui la ri-costruzione può re-cuperare alla logica della coerenza e della linearità le molteplici facce dell ’ ambivalenza e della complessità dei suoi contenuti, sfuggendo così al rischio di evidenziarne l ’ indicibilità, ovvero la loro non-trascrivibilità in alcuno status scientifico definibile universalmente. E così, la «verità» del corpo ha coinciso progressivamente con la verità sul corpo-, il contrario che vive nel complesso gioco dell ’ am bivalenza è diventato il negativo nel lineare modulo della rappre sentazione binaria. La difficoltà della scienza di intervenire con «certezza» risolu tiva rispetto alla dipendenza dall ’ alcool o dalla droga, nasce anche dalla difficoltà di trasferire nel proprio statuto di verità la logica che guida un corpo che contrap-pone a se stesso, con la medesima attribuzione di senso, più «verità» uguali e contrarie, e che in 94

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