Transizione 1989

questo totale affidamento alla propria ambivalenza scopre la pro pria dimensione di verità, paradossale perché vitale nella preca rietà del suo esercitarsi. La difficoltà della scienza, medica o psicologica, di decifrare risolutivamente in un senso piuttosto che in un altro le «verità» di quel comportamento, dipende proprio dalle modalità stesse del suo procedere che, configurandosi come costruzione di rappresen tazione di significati ordinati binariamente, non riesce a com-pren- dere la molteplicità dimensionale dei significati proprio in quanto è essa stessa com-presa in quella costruzione e, quindi, non può cogliere altro all ’ infuori di ciò che nel suo modulo è già costruito come definizione di indagine. La verità scientifica sul corpo, proprio perché in quelle rappre sentazioni si dà come verità del corpo, finisce anche col coincidere con le predicazioni sul corpo in termini di prescrizioni normative e regolati ve. 5. Ambivalenza simbolica e conformismo del corpo Galimberti (1983, 18) ci ricorda la testimonianza dell ’ antropo logo Leenhardt (1947, 212) a proposito del dialogo tra il missio nario e l ’ indigeno sulla «nozione» di corpo e di spirito. «Insomma — dice il missionario — non è forse la nozione di spirito che abbiano portato nel vostro pensiero? L ’ indigeno risponde: lo spirito? No, non ci avete portato lo spirito. Noi conoscevamo già l ’ esistenza dello spirito... Quello che ci avete portato è il corpo». Nella rete simbolica che caratterizza V olismo delle società pri mitive l ’ individuo empirico e il suo corpo non segnalano finalità proprie o esclusive né i dispositivi sociali si contrappongono alle strategie del corpo nella veste di normalizzatori. Il corpo non è scotomizzato in rappresentazioni grazie alla sua «armonia» col cosmo e alla sua con-nessione all ’ ordine del mondo in cui tra «pa rola» e linguaggio del corpo non si dà distinzione gerarchica di riduzione a senso dell ’ uno nell ’ altra. Per i Dogon, ad esempio, la parola oltre che essere «nutrimento del corpo» e dei rapporti sociali, risulta determinante e indispen sabile ai fini della procreazione. La sua capacità fecondante si de 95

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