Transizione 1989
nessione simbolica e rituale tra contaminazione e purificazione al l ’ interno di un universo classificatorio in cui il «disordine» (la contaminazione) non è confinato oltre l ’ «ordine» ma vi è com preso in un alternarsi circolare in quanto necessario alla ri-compo sizione ordinata delle cose. È singolare, ad esempio, come le attuali tecniche a orientamento sistemico fossero di fatto patrimonio «empirico» di diverse terapie sciamaniche le quali pur ignorando, o forse proprio perché igno ravano, la distinzione tra soma e psiche, producevano «guarigioni» di disturbi fisici a sfondo neurotico assumendo nella gestione terapeutica l ’ intera circolazione delle relazioni sociali del gruppo (cfr. Turner, 1964, cit. in Douglas, cit., 112). Il corpo rispecchia la complessità delle forme sociali più di quanto nella rappresentazione che ne abbiamo costruito sia dato intendere. Nella sua ambivalente complessità esso è luogo di relazione significante con tutti gli altri luoghi e forme di socialità. Ma anche nella nostra storia le rappresentazioni prima dette rendono forse invisibile ma non annullano l ’ ambivalenza del corpo. Per il corpo, anche se non solo per esso, possiamo dire che la biografia soggettiva non è esito tutto sociale, nel senso di social mente costruito. La consapevolezza del proprio corpo anticipa in qualche modo la percezione della sua costruzione sociale. «Da un lato, l ’ uomo è un corpo, nello stesso senso in cui ciò si può dire di ogni altro organismo animale; dall ’ altro, l ’ uomo ha un corpo. L ’ uomo cioè fa esperienza di sé come un ’ entità che non si identifica col suo corpo, ma che al contrario ha quel corpo a sua disposizione. In altri termini, l ’ esperienza che l ’ uomo ha di sé oscilla sempre in equilibrio tra l ’ essere e l ’ avere un corpo, e questo equilibrio deve venire continua- mente ristabilito» (Berger e Luckmann, 1969, 81). L ’ ambivalenza del corpo si misura anche rispetto alla nostra costruzione delle «categorie» natura-cultura le quali non si misu rano nel corpo con esercizi espressivi monosignificanti o unilaterali. Da una parte, infatti, il corpo è iscrizione di processi culturali, nel senso che vi si ritrovano i segni più visibili di appartenenza, credenze, costumi, etc. In questo modo, interagendo con Vartificio culturale, il corpo si riveste di visibilità concreta sottraendo il silenzio verbale dei depositi culturali al possibile arbìtrio della 97
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