Transizione 1989

«lettura». Inoltre, proponendo una immediata identificazione dei segni di cui è portatore, il corpo sembra quasi formalizzare il suo essere prodotto culturale esplicitandone provenienza, orientamento e finalità. E in ciò sembra configurarsi il suo carattere di confor mismo estetico. Dall ’ altra, però, «nel momento in cui la rappresenta il corpo naturalizza la cultura, facendola apparire altra da sé mentre la cultura, a sua volta, altera con la propria impronta la natura del corpo» (Pasquinelli, 1987, 11). Il corpo, dunque, contemporaneamente come segnalazione di singolarità e condizione di significazione di omologabilità. Si pensi solo alle categorie etico-politiche e culturali a cui il corpo è rinviato e a cui rinvia nel linguaggio metaforico, ma anche alle metafore che la manualistica medica adotta traducendo il sen so comune in linguaggio scientifico e conferendogli, perciò, credi bilità oggettiva. Si pensi solo alla metafora politica che ha sempre posto il corpo come centrale rispetto alla efficacia del pensiero e non solo nella cultura organicista. Le metafore organiche che la teoria politica ha sempre prodotto rispetto al corpo (valga per tutte quella di salute- malattia come metafora di ordine-disordine sociale) si sono sempre intrecciate con un altro segno della specificità del corpo, quello della differenza sessuale. In questo caso, infatti, le coordinate ge rarchiche di ordine-disordine e alto-basso e quelle spaziali di dentro- fuori e sopra-sotto veicolano i segni costitutivi della differenza di genere. La letteratura medica barocca ne è piena (cfr. Calvi, 1987): se il corpo malato è pieno (di umori maligni), gravido, quello che guarisce è un corpo che si vuota, che partorisce il negativo che lo appestava, lo espelle (si pensi anche all ’ esorcismo). Nella metafora medica, dunque, il corpo malato si femminizza, esso infatti è passi vamente gravido, mentre la salus ha tutti i connotati maschili (Ibid.). «Il gioco delle opposizioni che costruisce la terminologia ba rocca nasconde un grumo di significati fondamentali: il pro cesso che dalla generazione conduce alla putrefazione, e perciò alla malattia, è di segno femminile» (Calvi, ib., 50). La metafora corporea è stata dunque sempre al crocevia della molteplicità delle strategie di costruzione e ideazione sociale ma an che della loro messa in discussione. Non penso qui al semplice uso 98

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