Impegno presente 1-1960
mandolo: esplorare il proprio petto secondo il motto testamentario di Giacomo Leopardi è la propedeutica alla letteratura nazionale moderna ». Che tutto ciò sia possibilità, realtà in atto, e non chimere, ce lo pos sono dimostrare due esempi. II primo è l ’ opera di Italo Calvino il quale ha saputo trovare la strada per dare forma d ’ arte a queste necessità. Il secondo viene dall ’ evoluzione della letteratura americana, in cui vediamo lo stesso processo, che pensiamo necessario per il rinnovo della nostra cultura. Infatti vi sono cent ’ anni di ricerche, dalla letteratura puritana della Nuova Inghilterra e da quella quacqucristica fino a Melville e Mark Twain per creare un ceppo autonomo, che avesse origine nel nuovo am biente e si contrapponesse alla vecchia e corrotta Europa. Cent ’ anni di ricerche per creare una lingua letteraria propria, espressione nazionale d ’ una società giovane, che risulta una vera invenzione di linguaggio. Per raggiungere tutto questo è necessario uno sforzo per ritrovare le nostre vere tradizioni, che porta allo studio di certi autori che ci sono ancora vicini perché veramente nostrani e fuori della cultura dotta ed aristocratica: Nievo, Celimi, Goldoni, Vico, sono i primi che vengono in mente, ma la lista si potrebbe allungare. In questo modo ritrovando le nostre vere origini la letteratura si spoglia di tendenze di letterarietà per diventare uno strumento di ricambio continuo con la vita e col passato. Occorre per tutto questo uno sforzo per colmare il distacco tra cultura e classi subalterne, che non vuol dire come dicevano i nostri nonni andare verso il popolo ma negare che esista una separazione uomo di cultura - popolo. Occorre uno sforzo verso una produzione antilibresca per la fine d ’ una letteratura da tavolino, per una forma d ’ arte che abbia le radici nella terra, nelle nostre tradizioni popolari e persino nei nostri dialetti, espressione più autentica della vita regionale. Un organo nuovo e rinno vatore può concorrere validamente a tutto ciò, affiancando e aiutando questi tentativi. Ciò significa un ’ opposizione ad ogni tendenza irrazionalistica, trascen dente e di chiusura alla vita, visto che una concezione dell ’ arte di questo genere non è che un residuo di tempi passati; ed anche opposizione a tutte le intenzioni cosmopolitiche dei maestri della pittura astratta in quanto ciò non può che sottrarre nerbo ad una produzione artistica, escludere una qualsiasi origine ambientale, togliere un pubblico preciso a cui par- lare, togliere ogni funzione sociale alla cultura, confondendola con l ’ esperanto. Ma vorremmo concludere dicendo che questa necessità ancora piu che dalla speranza d ’ una fioritura artistica viene da uno stato di cose attuale, a cui una cultura razionale e forse anche neoillumìnistica è l ’ unico rimedio. Di ciò ci si può rendere conto guardandosi intorno, accendendo la radio, andando al cinema. El sueno de la razon produce mostruos era il titolo d ’ una vignetta grottesca di Goya e ci sembra una proposizione tanto attua le da prenderla come epigrafe al nostro lavoro. Infatti in un momento in cui la società (borghese) per determinati bisogni di autoconservazione tende al livellamento delle nostre intelligenze, a trasformare le idee, i poeti, gli
scrittori in nomi e date, ad abituare il pubblico a tralasciare ogni vero interesse per trasformarlo in una massa di automi imbecilli e qualun quisti che alla sera quando hanno cinque minuti di tempo per pensare ai fatti propri si mettono davanti alla televisione e mandano a dormire il cervello, il sonno della ragione, questo è ciò che ci spaventa di più. In questo mondo cosi sviluppato e terribile, in questa fase storica che va « da Buchenwald alla bomba H », questo è più di tutto ciò che ci spaventa, perché gli svaghi della gente divengono sempre più evasione e scade in questo modo l ’ interesse per gli altri uomini che non siano celebrità o divi belli ed ammirati, aumenta la tendenza all ’ isolamento dietro il paravento delle funzioni, degli incarichi, dei titoli. Da questo nasce la necessità urgente di elaborare strumenti culturali nuovi, che possano penetrare più largamente nelle masse per sfatare i miti, demolire il gusto all ’ evasione di questi uomini senza idee e con la pancia piena. E i mezzi per fare ciò sono nuove costruzioni dell ’ intelli genza e della volontà, che realizzano, come diceva Italo Calvino: « Una rivincita dell ’ intelligenza umana e razionale sui due suoi maggiori nemici: la furbizia intellettualistica avara ed allusiva e l ’ entusiasmo lirico irrazio nalista e falsamente generoso ». I mezzi per fare ciò sono opere nuove profondamente radicate in una realtà ambientale, che insegnino le possi bilità di comunicazione tra gli uomini pur nel variare delle loro espe rienze e buttino a mare definitivamente ogni trascendentalismo, pregiudi zio e residuo d ’ individualismo, che soffoca l ’ evoluzione della cultura, e scuotano questo sonno della ragione, che altrimenti a poco a poco finirà per annientarci tutti. G ianni C elati
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