Impegno presente 4-1961
Evidentemente la sua poesia può non essere soliloquio solo a patto che nasca per rispondere ad una domanda, ad una esigenza di poesia che viene dal basso, la quale in fin dei conti è una esigenza di verità. Una delle piu belle liriche di Brecht è la Leggenda della nascita del libro Tao-teking, dove un doganiere chiede al filosofo Laotse sulla via dell ’ emigrazione di lasciargli un libro di sentenze. Egli chiede all ’ allievo di Laotse: — Hai qualcosa di prezioso da denunciare? — Nulla, insegnava — dice il ragazzo. — E cosa ne ha ricavato? — Che la molle acqua in movimento con il tempo vince anche la dura selce. Tu capisci, il duro ha la peggio — . Allora il doganiere chiede: questa storia dell'acqua cos ’ è? » Si fermò il vecchio: « Forse t ’ interessa? » e l ’ uomo: « Hai solo un doganiere innanzi a te, ma vorrei sapere chi riesce a spuntarla, se tuo lo sai parla ». Ecco che vediamo qui espressa esplicitamente l ’ origine ed il presup posto del gesto di indicare la domanda da parte del pubblico. In questo modo la poesia è la fornitura d ’ un prodotto richiesto, è la rispondenza ad una necessità, ed il gesto di poetare perde ogni significato trascendente o magico; per questo, in rapporto con la lirica moderna soggettivistica e borghese, che richiamavamo a paragone all ’ inizio del paragrafo, qui la con dizione e la ragione della produzione artistica è completamente ribaltata, ed all ’ opera, per quanto sperimentale o fuori dai canoni lukacsani del rea lismo, non si può attribuire alcuna gratuicità, né alcun senso di protesta avanguardistica. Il poeta canta perché è richiesto di cantare, come il cantastorie popo lare racconta le storie di Orlando e dei paladini per rispondere ad una necessità di spettacolo della gente che lo ascolta. Allo stesso modo la dida scalica brechtiana non è il soliloquio pedante del professore in cattedra, ma ha una dimensione di umiltà e di necessarietà come ogni altro mestiere umano. E perciò questo tipo di lirica non può non essere legato alle sorti ed ai bisogni delle masse, perché è l ’ adempimento d ’ una richiesta di for nitura d ’ un prodotto, che viene dal basso. Cosi, finalmente, intellettuale e masse popolari non sono i termini d ’ una antinomia, ma d ’ un rapporto dialettico:
T ullio V ietri : Due donne, 1960. T. Vietri di recente è stato premiato al Prema nazionale A. Modigliani, ha partecipato ad una mostra di disegni italiani in Romania ed a una mostra di pittori italiani a Los Angeles insieme con Guttuso, Vespignani, Borgonzoni, Attardi.
T ullio V ietri : Periferia, 1959. T. Vietri ha conquistato in breve un posto di rilievo tra la giovane pittura italiana. La nostra presentazione non può fare a meno di ricor dare che la sua pittura è uno dei pochi atteggiamenti critici (nel suo campo) verso la nostra società, senza che ciò divenga negatività ed alienazione.
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