Impegno presente 4-1961
Ma non abbia il saggio tutta la lode per il nome che spicca sul libro è quella una saggezza che gli si deve togliere. Grazie anche al doganiere che ha richiesto il suo sapere.
Tu che sei una guida non dimenticare che tale sei perché hai dubitato delle guide. E dunque a chi è guidato permetti il dubbio.
L ’ umanità dunque diviene il carattere conclusivo dell ’ opera di Brecht, quella serena saggezza con cui egli mostra (ancora una volta) agli uomini che la storia è una successione dialettica di situazioni che non conduce a situazioni, né a idee, né a principi definitivi. E in questo senso va intesa la «cortesia» (freundlichkeit) brechtiana che ritorna nell ’ Xwzwrf buona di Sezuan, nella poesia Ai posteri (Anche Tira per l'ingiustizia / fa la voce roca. Oh noi / che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza [freundlichkeit] / noi non si potè essere gentili [freundlich] ), come un ’ aspi razione a dei rapporti nuovi tra gli uomini (ma voi quando sarà venuta l'ora f che l'uomo sia un aiuto alTuomo) aspirazione che esce da un am bito evangelico c confessionale per inquadrarsi in una concezione più libe ra, collettivistica e socialista. « Cortesia » è il ritrovamento d ’ un equilibrio umano, d ’ una giusta pro spettiva dei rapporti con gli altri uomini e le cose, fuori d ’ ogni faziosità ed intransigenza. È la possibilità per ognuno, senza temere l ’ accusa di essere un piccolo-borghese di sentire il fascino di: La prima occhiata dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, neve, il mutamento delle stagioni, il giornale, il cane la dialettica,
5. Il diritto di dubitare Tra le altre, è abbastanza diffusa l ’ opinione di Brecht poeta ascetico, apostolo della verità e del socialismo. Lo stesso Chiarini ne parla in que sti termini definendolo spesso « autore esoterico ». Questa può essere un ’ opinione plausibile parlando del periodo dei Lehrstucke, cioè del pe riodo in cui Brecht volontariamente si sottopose ad un esercizio di appren distato per crearsi gli strumenti del teatro epico. Ma nel complesso della sua opera credo che il termine di « poeta ascetico » non convince. Quello di cui più ci interessa parlare ora è l ’ « umanità » di Brecht; e le virgolette vogliono indicare che non alludiamo a nessun significato poe tico o a nessun senso idealista di « universalità » della sua opera. Voglia mo dire che nell ’ opera di Brecht, soprattutto in quella conclusiva, va rile vata l ’ aspirazione ad un laicismo fuori d ogni posizione confessionale. Ve uno sforzo costante nell ’ ultimo Brecht di uscire da ogni dogmatica intran sigenza. Una pagina del suo diario può mostrarlo: « Mi rendo conto che è necessario abbandonare la posizione polemica ‘ da una parte la Ratio dal l ’ altra l ’ Emotio ’ . Occorre indagare con esattezza in tutta la sua contraddi torietà il rapporto tra Ratio ed Emotio ». Ed altrove: « Entrambi, senti mento e ragione, nell ’ epoca del capitalismo sono degenerati in un cattivo e sterile contrasto... al contrario... i sentimenti ci stimolano alla suprema tensione della ragione, e la ragione purifica i nostri sentimenti » 13 . L ’ aspet to del Brecht invasato dell ’ ipse dixit razionalista e marxista vien meno. Anzi egli ci ripropone un costante sforzo di rinnovamento di noi stessi (vedi: Lode della dialettica) e il diritto di dubitare anche di tutto ciò che abbiamo di più sacrosanto (vedi: Lode del dubbio); e ci fa notare che la funzione della guida di un popolo non è quella di un inquadramento entro lo schema di principi intangibili, qualunque esso sia:
docce, nuotare, vecchia musica, comprendere, nuova musica,
scrivere, piantare, viaggiare, cantare, essere cortesi (freundlich sein).
(Ma ciò non fu molto facile neppure al nostro esemplare Bertolt Brecht né tra gli sfruttatori, né tra i rivoluzionari. La sua biografia ce lo mostra).
13 In: Schriften zum Theater, Berlin und Frankfurt am Mein, 1957.
82
83
Made with FlippingBook - Share PDF online