Impegno presente 4-1961
saggio di Brecht Popolarità e realismo in cui si sostiene che il realismo dell ’ opera non è determinato dalla sua forma ma dal suo atteggiamento nei confronti della realtà. Ma credo che il discorso acquisti chiarezza se ad esempio confrontiamo con la precedente una lirica di soli tre anni dopo: Von armen Beri Brecht (Del povero B.B.) ed analizziamo le differenze, l ’ atteggiamento distruttivo e disperato della precedente ed il pessimismo consapevole e ben diversa- mente accettato di quest ’ ultima ( ...dicono: andrà meglio. Ma io non chie do quando). Credo che qui Brecht si mostri un autentico poeta moderno e raggiunga in ciò un equilibrio: moderno in quanto il vitalismo che per vade la lirica (nella città d ’ asfalto mi sento a casa mia. / Munito all ’ inizio d ’ ogni sacramento / di morte: di giornali, di tabacco e di acquavite) ri corda molto da vicino quello degli autori americani della lost generation 9 ; equilibrato in quanto anch ’ egli, come quelli, registra con la stessa misura e senza enfasi una situazione di disincantamento, non tale però da essere ancora alienazione (nei terremoti futuri io spero / che il mio sigaro non si spenga per la amarezza). Va rilevato il peso della tradizione anche in una lirica del genere, apparentemente cosi libera e nuova. Infatti la tradizione popolare emerge in quel tono di lamentazione (come ha dimostrato Benjamin) che è tipico della poesia medievale e di tanta parte della poesia popolare anglosassone. L ’ uomo che canta i propri mali (Io Bertolt Brecht sbattuto nelle città d ’ asfalto /dai boschi neri, nel grembo di mia madre in tenera età) estra niandosi da sé stesso, ponendo sé stesso come attore che racconta le pro prie sofferenze oggettivamente con un atteggiamento critico nei propri riguardi che non esisterebbe usando il comune procedimento della mani festazione lirica: questo è il principio dell ’ attore, che non rappresenta sé stesso, ma indica fuori di sé criticamente il personaggio che egli interpreta. Distacco razionale e barriera contro ogni soggettivismo. Il romanticismo, cui tanto Brecht si oppose, che appariva ancora nella esasperazione formale del Toten Soldaten, cede il posto ad un distacco critico, ad un tono consapevole di vita vissuta che caratterizza tutta l ’ opera migliore di Bertolt Brecht.
Cosi ad esempio nella famosa Legende vóm Toten Soldaten (Leggenda del soldato morto), dove la simbologia ed il sarcasmo penetrano e ren dono difficile la lirica nella sua onomatopeia, offrendoci un tipico esempio del periodo espressionista e monacense di Brecht. Lo stesso Fortini 4 ha rinunciato a tradurre questa lirica per le difficoltà sopraccennate; ha ten tato invece Fertonani 5 . Ecco una strofa:
con il cindrara ed il rivedersi e donna e cane e pretonzolo e in mezzo il soldato morto come uno scimmiotto sbronzo
(Mit Tshindrara und Wiedersehen/und Weib und Hund und Pfaff/und mitten drin der tote Soldat / wie ein besoffner Aff ) ■. Dove « cindrara » che è una parola onomatopeica per indicare il rumore dei cembali in una ban da militare, il ritmo anapestico cosi dissonante, e l ’ allitterazione « und Hund und » rendono un ’ idea della difficoltà della lirica, e della esaspera zione linguistica in essa contenuta. Testo evidentemente espressionista riflettente una distorsione della realtà ed una foga protestataria anarchica. D ’ altra parte questo è solo il Brecht 1918. Successivamente egli rifiuterà questa posizione, come ha mostrato Chiarini, ribaltandola completamente « cosi come... Marx aveva capovolto la dialettica mistificata di Hegel » 6 . Tuttavia Lukacs, il quale loda la ballata Del soldato morto perché « la grandiosa visione d ’ odio... attinge la sua irresistibile evidenza proprio da questo giusto rapporto fra realtà e prospettiva » 7 , non esita a giudicare Brecht uno sperimentalista dal momento che la sua critica sociale rasenta il contenuto senza toccarlo e riduce tutto ad un esperimento formale 8 . A confutare questo atteggiamento del troppo « normativo » Lukàcs. per il quale lo sperimentalismo non rientra nello schema dell ’ arte reali stica e quindi deve restare nel mucchio delle avanguardie, basta citare il 4 B. B recht , Poesie e canzoni, trad. it., Torino 1959. 5 Io Bertolt Brecht. Canzoni ballate poesie, Milano 1959 3 . 6 P. C hiarini , op. cit., p. 19. 7 G. L ukàcs , Il significato attuale del realismo critico, trad. it., Torino 1957, p. 143. 8 G. L ukàcs , Breve storia della letteratura tedesca, trad. it., Torino 1956.
9 H emingway , S cott F itzgerald , S herwood A nderson : si veda come anche in loro i « sacramenti di morte » piu o meno siano gli stessi.
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