Impegno presente 4-1961
cizzare la sua parola. Vi si vede soprattutto un autore che si estrania da sé stesso, dalla propria personale originalità creativa. 10 credo che proprio questo estraniarsi da sé stesso renda esemplare la poesia di Brecht « politica » o « umana » che essa sia, perché questo fatto è il diretto presupposto del gesto di indicare che per Brecht è uno dei veri significati della lirica: « Pedino nei panorami delle baracche da fiera e nelle ballate popolari la gente semplice ama le storie dell ’ ascesa e della decadenza dei grandi, dell ’ eterna vicenda, dell ’ astuzia degii oppressi, della possibilità degli uomini. Essi cercano la verità, ‘ ciò che sta di dietro ’ » n . 11 gesto del poeta popolare si risolve nell ’ indicare la scena su cui sono rappresentati o dipinti gli avvenimenti trattati, e nell'illustrarli con il pro prio canto. Cosi fa Brecht; e dal momento che al giorno d oggi parlare delle storie dei « grandi » vuol dire formulare un giudizio politico, egli non può sottrarsi dal fare della didascalica politica. Nessuno ha mai con dannato Virgilio per la sua didascalica rurale, o Lucrezio per la sua dida scalica democritea; perché Brecht non può fare delia didascalica politica? Ora, questo modo di poetare nuovo ed allo stesso tempo antico si ri solve metricamente in ritmi nuovi che hanno appunto la cadenza del gesto di indicare, più che la musicalità fittizia dei metri tradizionali. Il cantato diventa tono salmodiarne, a-melodico, come in larga parte della musica po polare dagli spirituals negri ai llamencos ai fahdos. È, più che lirica, prosa ritmata quale la ritroviamo nei salmi biblici o nella poesia di Walt Whit- man, con la cadenza del discorso comune, reso orecchiabile da una ritmica interna e non regolare. Sopra questo argomento Brecht scrisse un saggio dal titolo appunto Sulla lirica senza rima con ritmi irregolari (Uber reimlose Lyrik mit unre- gelmàssigen Rhythmen) dove dice: « Molti dei miei recenti lavori lirici non recano né la rima né un forte rimto regolare... non hanno, è vero, nessun ritmo regiare, ma ne hanno bensì uno mutevole sincopato gestico... pensavo sempre alla parola parlata, ed avevo elaborato per la parola par lata — fosse prosa o verso — una tecnica ben precisa. La chiamai ‘ gesti- ca ’ ». In seguito parla anche del Jazz come di una di queste forme ritmi e razionale; opposizione che cela una concezione magica delfarte ». (R. B., La critica brechtiana, in: Ragionamenti, n. 7-11). 11 B. B recht , Studio della prima scena del Coriolano di Shakespeare (in: Versuche),
3. La poesia del gesto.
Sono un autore drammatico. Mostro quel che ho veduto. Sui mercati d ’ uomini ho veduto come si commercia l ’ uomo. Questo mostro io, l ’ autore drammatico.
Cosi Brecht definisce il momento fondamentale della sua poesia. Zei- gen, indicare, diviene in lui il verbo che chiarifica tutti gli argomenti trat tati, dai piu crudeli ai piu apparentemente giocosi. E indicare vuol dire per lui far della poesia. Credo che ciò debba essere interpretato come il segno della possibilità esemplare del drammaturgo di Augusta di liberarsi da certe preclusioni della cultura moderna occidentale; infatti mentre i maggiori autori lirici contemporanei borghesi ci ripropongono costantemente un dialogare con sé stessi, non privo di significato, ma che tace i problemi « strutturali » della nostra civiltà, egli ci indica il senso d ’ una vita estroversa, duna ade guazione o d ’ una possibilità di sopravvivenza al trauma che il contatto con un mondo esterno, né piacevole né accettabile, ci dà. Brecht riesce a pun tare il dito esemplarmente sui fatti più importanti e riesce a riproporci il dubbio « come dobbiamo agire », sottintendendo chiaramente che solo nel l ’ azione risiede la nostra possibilità di sopravvivenza. Ma qui si rende necessario un discorso di chiarificazione circa la vec chia distinzione idealista tra poesia e didascalica. Altrimenti, mantenendo questa distinzione, è evidente che il gesto di indicare di Brecht non avreb be nessun significato. Si è tentato spesso di dividere il Brecht « politico » dal Brecht « uma no », dal momento che il creatore delle lapidarie liriche del Kriegsfibel (Abc della guerra) con la sua lucida e razionale precettistica marxista (al momento di marciare molti non sanno / che alla loro testa marcia il ne mico) sembra diverso dal commosso autore di An die Nachgeboren (Ai posteri) o dal giocoso cantastorie del Lied der Polly Peachum (Canzone di P.P.) etc. 10 il . Ciò perché si vede nel Brecht del Kriegsfibel più che un artefice originale, un artigiano epigrammatico, spoglio del desiderio di liri 10 « Si ritrova cosi uno dei termini fondamentali della cultura piccolo-borghese: il contrasto romantico tra cuore e mente, tra intuizione e deduzione, tra ineffabile
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