Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

sono anche i peccati delle origini, i modi esistenziali che hanno sorgenti antiche e potenza moderna. La democrazia ha perso sinora la sua guerra contro la ma fia; e non si vedono mezzi sicuri con cui possa sconfiggerla. Forse si imporrebbero qui delle agenzie specializzate al medesi mo livello della specializzazione dell ’ avversario. La guerra con tro i nuovi feudi non è stata ancora vinta dallo Stato. La grande crisi di Napoli e la illegalità di Palermo costituiscono nodi na zionali non risolti. Essi rimangono laterali nella coscienza na zionale appunto perché non compaiono come aspetti della que stione nazionale, ma come problemi di ordine pubblico. Il problema delle relazioni internazionali è assai più com plesso. L ’ Italia considera se stessa come una proiezione della Europa continentale nel Mediterraneo e quindi si vive come estranea ad essa. «Precipitare nel Mediterraneo» era considera to da non so più quale esponente repubblicano la sciagura delle sciagure per il nostro paese. Non esiste perciò una politica me diterranea dell ’ Italia; verso nessun paese del Mediterraneo. Essa agisce qui solo in funzione della posizione Usa, te nendo conto di quella europea e degli stretti interessi nazionali. Paese senza messaggio che non sia quello dell ’ «occidente», l ’ Italia intrattiene con tutti i paesi rivieraschi rapporti tanto cordiali quanto insignificanti. La mancata definizione del pro filo nazionale determina l ’ assenza di una politica delle relazioni internazionali. L ’ Italia è la marca meridionale della Nato: que sta è la nostra definizione politica. Se ci domandassimo: e per ché non sostenere il non-allineamento? si aprirebbero delicate questioni. La Francia e la Grecia sono uscite dalla Nato: siamo assieme alla Turchia gli unici paesi Nato nel Mediterraneo. Porci questa domanda, significherebbe affrontare una risposta grave: per la Francia e la Grecia, l ’ appartenenza alla Nato sono questioni di politica estera. La figura nazionale e statale della Francia e della Grecia non sono definite dalla partecipazione alla Nato. Per l ’ Italia e la Germania, i paesi sconfitti nella se conda guerra mondiale, la reintegrazione nella pienezza statale è avvenuta nel quadro della organizzazione politico-militare degli USA. L ’ alleanza fonda la figura dello Stato e ne supplisce le funzioni. Come si vede, la questione metapolitica, la questione na zionale, conduce ai problemi di fondo della stessa esistenza po litica. La mafia ed il terrorismo sono la spia di questi problemi: non sorgono sul terreno della politica, ma della storia e dunque della metapolitica. Ciò che il terrorismo ci dice, è che questi problemi diventa no ormai problemi quotidiani, accerchieranno in una morsa anche il distratto commento politico delle nostre guide d ’ opi nione. E possibile che la politica affronti il tema ed il linguaggio della questione nazionale? I politici non amano muovere Ache ronte, ma sminuzzare i problemi, ricondurli al tranquillante li vello del consueto. E così i commentatori. Occorre non agitare, non problematizzare l ’ opinione pubblica, già scossa da un omi cidio di mafia, uno di terrorismo, e da altri, di lavoro o di terre moto: «non veder; non sentir, mi è gran ventura, / perciò non mi destar, deh, parla basso». Brutti anche se noti versi, ma de scrittivi della nostra condizione politica. Ma non è lontano il giorno in cui la felice illusione che cre de di aver ottenuto la assicurazione della fuga dalla storia me-

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