Problemi della transizione 1979

Democrazia e questione nazionale

vicini alla Russia, anche divenuta Unione Sovietica, che non agli Stati Uniti. La dimensione europea si è prodotta molto di più nell ’ America Latina che non negli Stati Uniti. L ’ Argentina od il Messico, Cuba od il Brasile sono nuovi Portogalli o nuove Spagne, più di quel che la grande nuova nazione, il maggior esi to della presenza europea in America, gli Stati Uniti siano «nuova Inghilterra». Non a caso, i primi hanno conosciuto dit tature del tipo di quelle europee, hanno partiti simili a quelli europei, le loro sciagure sono sentite come sciagure europee (caso significativo è il Cile, che è sentito oggi in Europa, nella sinistra europea, come un fatto interno, appartenente alla me desima famiglia). Ora il problema maggiore esistente oggi in Italia è questo: se l ’ Italia deve sentirsi come appartenente ad una medesima entità civile e politica con gli Stati Uniti, sì che la nostra stessa esistenza nazionale debba essere rischiata nella prospettiva di un conflitto che avesse come protagonista gli Stati Uniti. Il problema non è posto nel nostro dibattito politico. La nostra subalternità non è nemmeno sentita come problema: il che significa che tutte le reazioni, anche quelle di più netto ab bandono dell ’ occidente, sarebbero possibili quando il proble ma fosse effettivamente proposto. Se la crisi non è a livello politico ma a livello metapolitico, se riguarda direttamente la questione nazionale e non la que stione democratica, allora è evidente che la ridefinizione politi ca deve avere ad oggetto l ’ unità nazionale e le relazioni interna zionali. Il problema Nord/Sud non andrebbe definito a livello della unità istituzionale dello Stato ma ad un preciso livello pat tizio. Ciò consentirebbe di sciogliere l ’ intreccio di assistenza e di sfruttamento che pone il Sud nelle condizioni di chi riceve as sistenza e subisce violenza ed il Nord nella posizione contraria. Se i compiti d ’ istituto delle regioni si ampliassero, secondo la primitiva ipotesi di Sturzo, investendo anche l ’ industria, i rap porti di lavoro, la scuola; se si accettasse una idea di differen ziazione, di pluralismo, ed anche di conflittualità tra le varie re gioni, le soluzioni di armonizzazione nazionale avrebbero la possibilità di quella giustizia che nasce soltanto dalla proposi zione del conflitto e della sua conclusione pattizia e compro missoria. Uscire dal modello dello Stato accentrato e del diritto uniforme è la via maestra per riconoscere le molteplici forme di una esistenza nazionale che ha nella sua antica tradizione cultu rale latino-romana un fondamento di omogeneità più solido di quelle nazioni europee la cui unità è fondata su una colonizza zione interna. E la singolare forza della unità culturale nazionale che ren de operabile pacificamente il deperimento del modello statuale sorto dalla tradizione assolutistica e giacobina, che ha domina to per tanto tempo come forma egemone in Europa. In Spagna, in Francia, in Germania ciò è avvenuto od avviene più trauma ticamente. Ci sono del resto in paesi che hanno profonde radici storiche anche difficoltà che nascono proprio dalla persistenza della memoria. Come capire Napoli senza ricordare che essa è stata la capitale di un regno e vive ancora una situazione di cit tà burocratica e del potere, in cui si concentrano la miseria e la clientela? Come capire la mafia siciliana fuori della lunga eredi tà feudale della Sicilia e della Calabria, una eredità che si è or ganizzata in contrappunto allo Stato delle leggi e delle senten ze? La storia non ha solo un volto amico, anzi: nelle origini ci

65

Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online