Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

questi dati siano da integrare in modo molto consistente consi derando l ’ occupazione femminile nell ’ economia parallela. Un indice di questa situazione si ha considerando la rilevazione ISTAT delle persone incluse tra le non forze di lavoro ma di sponibili a lavorare a certe condizioni: delle 843.000 persone così definite ben 645.000 (il 76,5%) sono donne. Questa disoccupazione prevalentemente giovanile e fem minile è poi caratterizzata da una consistente presenza di disoc cupati con elevato titolo di studio. Lo squilibrio tra la composi zione della popolazione occupata e quella in cerca di occupa zione è chiaramente delineato nella Tav. 2. Se si considera la classe 14-24 si può vedere come chi ha trovato una occupazio ne l ’ abbia trovata avendo in proporzione un titolo di studio meno elevato di coloro che sono in cerca di lavoro: la percen tuale dei diplomati o laureati tra gli occupati espliciti tra i 14 e 24 anni è infatti del 16,8% (il 20,7% per le donne) mentre i giovani tra i 14 e 24 anni in cerca di lavoro con un diploma o una laurea sono il 35,7% (le donne il 37,7%). In valori assoluti i disoccupati espliciti con diploma o lau rea sono nel 1978 520.000 (il 33,1% di tutti i disoccupati) e di questi 292.000 sono donne (il 56,1% di tutti i diplomati o lau reati disoccupati); tra le non forze di lavoro disponibili a lavo rare a certe condizioni 118.000 hanno un diploma o una laurea e di questi 67.000 sono donne. Inoltre, come prevedibile, la suddivisione di questi dati sulla disoccupazione per ampie circoscrizioni territoriali mette in evidenza la situazione molto più precaria delle zone meridio nali e delle isole. In queste zone infatti i disoccupati espliciti so no 681.000 (il 43,3% di tutti i disoccupati) e di questi 424.000 sono tra i 14 e i 29 anni e l ’ insieme dei disoccupati meridionali diplomati e laureati arriva a 227.000 (cioè il 43,7% di tutti i disoccupati diplomati e laureati italiani). Lo squilibrio territo riale per chi cerca lavoro con un diploma o una laurea è eviden te: mentre nel mezzogiorno e nelle isole i giovani di 14-24 anni con diploma e laurea disoccupati sono 142.000 e quelli occu pati 93.000 (il rapporto disoccupati/forze di lavoro è del 60,4%) se si considera l ’ Italia settentrionale i diplomati o lau reati di 14-24 anni sono disoccupati in 109.000 ma occupati in 404.000 (il rapporto disoccupati/forze di lavoro è del 18,7%). Gli squilibri territoriali si presentano quindi in tutta la loro evidenza e ripropongono ancora una volta il mezzogiorno e le isole come punto di riferimento principale per una reale modifi ca di una situazione che può ulteriormente peggiorare. Le previsioni sulla offerta di lavoro giovanile e sui tassi di disoccupazione relativi non sono infatti incoraggianti. Le pre visioni fatte da Faustini per il rapporto al CNEL 3 sono state in fatti rivedute da Frey 4 ed in base a queste modifiche si hanno due ipotesi: a) una prima ipotesi utilizzante i tassi di attività del 1978 (quelli della Tav. 1) applicati alle previsioni demografiche fatte dall ’ istituto di demografia dell ’ università di Roma e sulla base

denze dell ’ occupazione», n. 9-10, 1979,

3 Rapporto Cnel sulla manodopera. Studi e documentazione di base, Roma 1979; G. F austini , L ’ occupazione giovanile: situa zioni e prospettive. 4 L. F rey , Le prospettive dell ’ occupazione a medio termine in Italia e i giovani, «Ten

pp. 1-12.

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