Problemi della transizione 1979

Disoccupazione giovanile

di queste proiezioni nel quadriennio 1978-1982 l ’ offerta dei giovani tra i 15 e i 29 anni sarebbe di + 280.000 (incremento annuo di + 70.000 di cui + 30.000 femmine) mentre tra il 1982 ed il 1986 l ’ offerta giovanile sarebbe di 4- 344.000 (in cremento medio annuo di 78.000 di cui 30.000 femmine); b) una seconda ipotesi si basa invece sulle previsioni di modifica nei tassi di attività a seconda delle diverse classi di età e sesso sulla base degli andamenti degli ultimi anni ed in base a questa analisi si avrebbe un aumento nell ’ offerta giovanile di + 319.000 tra il 1978 ed il 1982 (incremento medio annuo di + 80.000 di cui 50.000 donne) e di 4- 221.000 tra il 1982 e il 1986 ( 4- 55.000 incremento medio annuo di cui 32.500 don ne). La seconda ipotesi più articolata differisce perciò dalla pri ma per l ’ entità complessiva prevista ( 4- 540.000 contro 4- 624 mila negli otto anni) per l ’ andamento nei due sottoperiodi con siderati e soprattutto per la diversa rilevanza che potrebbe as sumere l ’ offerta di lavoro femminile ( 4- 330.000 contro 4- 240.000). Nel rapporto preparato per il CNEL vengono anche fatte previsioni sulla domanda di lavoro e si prevede che la di soccupazione giovanile possa essere di 4- 50.000 unità all ’ anno nel periodo 1977-1982 (con una parallela media annua di 4- 100.000 occupati) ma le osservazioni di Frey sugli sbocchi dei diplomati basate sul periodo 1977-78 fanno ritenere che se questa situazione dovesse ulteriormente peggiorare la sola di soccupazione aggiuntiva di diplomati sarebbe superiore alle 4- 50.000 unità complessive previste. I dati prima riportati sono relativi alla occupazione e di soccupazione esplicita ma è ormai patrimonio conoscitivo dif fuso la valutazione dei livelli di occupazione implicita all ’ inter no della economia parallela 5 (o sommersa, o seconda economia ecc.). Per poter quindi valutare i problemi dei giovani che si presentano sul mercato del lavoro occorre non solo aver pre sente il mercato del lavoro in cui sono presenti gli occupati espliciti ma anche aver un quadro molto più articolato dell ’ en tità e del tipo di occupazioni che sono diffuse in modo molto diverso (per retribuzioni, relativa stabilità ecc.) nelle zone ita liane. Alla figura della lavorante a domicilio che per prima ac centrò l ’ attenzione dei ricercatori si sono infatti aggiunte le fi gure dei «doppi lavoristi», degli studenti-lavoratori e dei lavoratori-studenti, del pensionato-lavoratore, del lavoratore «nero» e ultimamente la figura del lavoratore-straniero-«ne ro». Le stime di queste figure che trovano lavoro nell ’ economia parallela in alcuni casi ripercorrono le tappe delle classi di età: dal lavoro minorile al lavoro dei pensionati; in altri casi invece cercano di individuare alcuni tipi di questi lavori come la stima dei lavori part-time e stagionali o la stima del lavoro a domi cilio.

b) Caratteristiche dell ’ occupazione nell ’ economia parallela

C ontini , L o sviluppo di una economia pa rallela, Milano 1979.

5 In un suo articolo in corso di stampa L. Bergonzini motiva ragionevolmente i van taggi del termine «parallela» rispetto ad al tri termini come «nascosta» o «sommersa» che possono finire con il dare una idea er rata della situazione. In questa direzione terminologica è anche il recente libro di B.

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