Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Tenendo conto di quanto detto nel precedente paragrafo è evidente che occorre considerare sia l ’ occupazione e disoccupa zione esplicita sia l ’ occupazione nella economia parallela.
Le fonti disponibili sono quelle ISTAT, CERES (basate sui dati forniti dagli istituti per l ’ assistenza contro le malattie), le indagini regionali sulle aziende artigiane, i dati sugli apprendi sti, sugli iscritti alle liste di collocamento ordinarie e speciali 39 . Il periodo che consideriamo è quello dal 1970 ad oggi e le ten denze individuabili sono le seguenti: al) Tendenze dell ’ occupazione per settori e sesso. Nella Tav. 5 sono indicati i diversi andamenti dell ’ occupazione a se conda delle fonti e come si può immediatamente osservare nel periodo 1970-76 l ’ occupazione esplicita è sostanzialmente sta zionaria: in sei anni l ’ aumento massimo stimato è di 8.500 uni tà su di una popolazione occupata che nel 1970 varia da una stima di 1.593.000 occupati secondo l ’ ISTAT (b) e 1.705.450 occupati secondo la stima del CERES (un incremento di occu pazione annuo inferiore all ’ l per mille) e questa tendenza è confermata dai dati ISTAT 1977-78 che registrano una dimi nuzione di 5.000 unità. All ’ interno di questa stazionarietà sono avvenuti muta menti rilevanti nella struttura dell ’ occupazione. Se esaminiamo i dati CERES (indicati nella Tav. 6) l ’ esodo dall ’ agricoltura è stato dal 1970 al 1976 di 148.000 unità per cui in percentuale gli addetti all ’ agricoltura passano dal 30,5% al 21,7% in soli sei anni e si ha invece un aumento quasi corrispondente nelle attività terziarie con un particolare aumento degli impiegati nella pubblica amministrazione (in particolare delle ammini strazioni locali), degli addetti ai servizi (sotto questa voce ci so no anche i medici, insegnanti ecc.) ed al commercio. In quanto poi al settore industriale la diminuzione più visibile è stata nell ’ industria delle costruzioni mentre è aumentata l ’ industria manifatturiera. L ’ occupazione femminile rilevata dall ’ ISTAT (b) è aumen tata di 43.000 unità e questo è avvenuto soprattutto nelle atti vità terziarie ( + 69.000 unità) mentre l ’ occupazione maschile
a) Tendenze della occu pazione e disoccupazio ne esplicita
39 Le rilevazioni ISTAT sulle forze di lavo ro sono state fatte con criteri modificati dal 1977 in poi; una rettifica dei dati preceden ti è stata fatta solo per alcuni aggregati base e non per le analisi disaggregate per sesso ed età; si hanno perciò tre tipi di serie: la «nuova» serie 1977-78; la serie precedente rettificata e quella precedente non rettifica ta. C ’ è poi una quarta serie che è limitata al periodo 1970-76 definita «Occupati per attività economica e per regione» che uti lizza più fonti e che presenta anche alcune differenze classificatorie: la più importante è che gli occupati nelle attività di riparazio ne e nelle officine meccaniche sono classifi cati nel commercio e non nell ’ industria co me nelle altre serie (e questo per l ’ Emilia- Romagna crea sicuramente delle differen ze). Le rilevazioni CERES sono pubblicate nella rivista «Statistiche regionali» e le altre rilevazioni (iscritti alle liste di collocamento ordinario, speciale ed apprendistato) sono rintracciabili nelle pubblicazioni dell ’ Uffi- cio regionale del lavoro e della manodope ra per l ’ Emilia-Romagna.
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