Problemi della transizione 1979
Disoccupazione giovanile
macrobiotici, piccoli negozi, botteghe di artigianato per abbi gliamento o arredamento, librerie specializzate ecc. Non sor prendono quindi i dati dell ’ indagine ISFOL-CENSIS 36 sugli at teggiamenti di circa 2.000 giovani italiani dai 15 ai 24 anni ver so il lavoro che indicano in numero molto consistente di giova ni un orientamento molto deciso verso un lavoro indipendente. Le ricerche e le analisi fatte anche recentemente in relazio ne allo sviluppo economico emiliano 37 hanno messo in eviden za come in questa regione i tassi di sviluppo economico (sulla base degli indicatori ufficiali relativi al prodotto lordo, investi menti ecc. e sulla base delle ricerche settoriali) sono stati, a par tire dagli anni ’ 60, molto più elevati non solo rispetto alle zone meridionali e alle isole ma anche rispetto alle zone del triangolo industriale. A questo positivo andamento delle attività produttive cor rispondono poi redditi familiari tra i più elevati d ’ Italia in quanto oltre agli elevati tassi occupazionali (nell ’ economia esplicita e parallela) ed al flusso delle retribuzioni familiari complessive si devono aggiungere i redditi indiretti (servizi so ciali, mense gratuite, possibilità di collegamenti con le zone agricole per avere beni alimentari a prezzi più bassi ecc.) ed una situazione demografica attualmente molto favorevole nel senso che la caduta dei tassi di natalità fa sì che oggi una famiglia tipo emiliana abbia un numero molto limitato di figli a carico per cui a parità di occupazione e di reddito percepito dagli adulti in età lavorativa è evidente che il reddito familiare prò capite è nettamente superiore a quello di una famiglia numerosa con molti figli piccoli come può ancora essere una famiglia di tipo meridionale 38 . Queste caratteristiche di regione «ricca» devono essere te nute presenti dovendo esaminare il significato della disoccupa zione giovanile che presenta contraddizioni e problemi molto diversi da quella che può essere espressa in zone molto meno ricche come ad esempio le realtà meridionali.
2. Occupazione e di soccupazione giovanile in Emilia-Romagna
società» e «Quaderni modenesi». 58 Su questo punto si rinvia al saggio di V. C apecchi , e . P ugliese , Due città a con fronto: Bologna e Napoli, «Inchiesta», n. 35-36, 1978, pp. 3-54. Ricordiamo che negli ultimi anni l ’ Emilia-Romagna risulta avere il più alto saldo migratorio positivo fra tutte le regioni italiane. Questo saldo migratorio non è altissimo (circa 12.000 persone all ’ anno) ma è probabilmente mol to maggiore la presenza di persone non emiliane in Emilia e basterebbe a questo proposito ricordare le iscrizioni alla sola Università di Bologna di circa 20.000 stu denti provenienti da altre regioni o dall ’ estero od il tipo di affluenza ad ogni concorso pubblico (o comunque pubbliciz zato) di residenti (in genere diplomati o laureati) nelle zone meridionali. Ovvia mente, come risulta dalle analisi, indicate nella nota 37, questo sviluppo non è esente da contraddizioni molto consistenti.
36 ISFOL-CENSIS, Atteggiamenti dei gio vani nei confronti del lavoro, cit. 37 Per una bibliografia sulle recenti ricer che empiriche legate ai processi di indu strializzazione in Emilia-Romagna rinvio a quanto scritto nel saggio Sviluppo econo mico emiliano, ruolo dell ’ industria metal meccanica, problema del mezzogiorno, in AA.VV La piccola impresa nell ’ economia italiana, Bari 1978, mentre per quanto ri guarda la struttura dell ’ agricoltura rinvio al libro di S. B rusco , Agricoltura ricca e clas si sociali, Milano 1979. Sono poi usciti re centemente a cura del Dipartimento Bilan cio e Programmazione della Regione Emilia-Romagna le due analisi Forze di la voro e occupazione per rami e branche di attività economica in Emilia-Romagna (1978) e Primo rapporto sull ’ industria deU ’ Emilia-Romagna (1979). Si possono poi utilizzare gli atti del convegno Politica industriale e regione, Padova 1978 e la do cumentazione fornita da articoli e docu menti politici contenuta nelle riviste più specificatamente emiliane come «Quaderni della squilla», «Quaderni emiliani», «La
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