Problemi della transizione 1979
Disoccupazione giovanile
gioni meridionali. Sono poi molto importanti i dati della ricer ca fatta da Bergonzini 43 sul doppio lavoro in tre aziende pubbli che di Bologna con percentuali che vanno dal 20% al 40% ed è importante tener presente che, come risulta da uno studio in corso di pubblicazione sempre di Bergonzini nell ’ Ospedale po liclinico di S. Orsola di Bologna dove è stato rilevato un doppio lavoro per il 40% dei dipendenti l ’ assenza media per dipenden te nel 1978 è stata di 79,6 giorni per gli uomini e di 99,4 giorni per le donne. E evidente che il problema dell ’ assenteismo è un problema molto più ampio in una realtà complicata come quel la di un ospedale e che il doppio lavoro può costituire al massi mo una delle sue componenti esplicative, è però vero che il nes so doppio lavoro/assenteismo va affrontato con la necessaria chiarezza. Le stime complessive di occupati nell ’ economia parallela sono state fatte per il 1971 da Frey 44 che ha stimato per l ’ intera Emilia-Romagna 230.000 unità di occupati impliciti (di cui 173.000 donne) e per Bologna di 45.000 unità (di cui 34.000 donne). Il problema ha però probabilmente contorni molto più ampi se si considerano i vari tipi di lavori part-time che gli stu denti fanno ed i lavori dei pensionati su cui solo recentemente si è posta l ’ attenzione. In ogni caso valgono ancora di più adesso le conclusioni a cui perveniva Frey dopo l ’ indagine fatta nel 1971 e cioè che in Emilia-Romagna non si può parlare di disoc cupazione strutturale ma solo di sottoccupazione o di forme di lavoro non rilevate. Il problema pertanto che si pone è quello di indagare quale è il senso complessivo dello sviluppo economico di questa re gione e intrecciato a questo interrogativo quale è il tipo di dif fusione del controllo sindacale che si riesce a stabilire. I dati relativi all ’ industria metalmeccanica bolognese 45 so no sotto questo aspetto molto significativi e vale la pena di ri cordarli: su 80.000 dipendenti di aziende metalmeccaniche il 40% si trova in piccole aziendine (artigiane e non) in cui il sin dacato non è presente. Se queste percentuali sono così elevate per la categoria più sindacalizzata di una delle zone più sinda calizzate si può facilmente ritenere che al livello delle altre cate gorie e complessivamente al livello regionale il numero degli occupati espliciti sindacalizzati sia certamente inferiore al 40- 50%. Se si considerano poi tutti i tipi di lavori fatti nell ’ econo mia parallela il numero complessivo di lavoratori che non han no un diretto contatto con il sindacato e che spesso possono tendere ad evitare questo contatto (si pensi ai livelli di complici tà che si possono stabilire tra lavoratore e datore di lavoro per un lavoro nero che viene fatto da entrambi contro il sindacato cercando di frodare gli oneri sociali e le tasse) diventa molto consistente e molto preoccupante per i livelli di spoliticizzazio- ne e di sostanziale lontananza da ogni battaglia per il riequili brio territoriale al livello nazionale che può diffondersi. Bergonzini nello studio prima ricordato cita il dato dei di pendenti comunali amministrativi (esclusi quindi gli insegnan 45 B ergonzini , Occupazione occulta e ri sultati di una ricerca sul doppio lavoro a Bologna, «Inchiesta», n. 37, 1979. 45 C apecchi , Sviluppo economico emilia no, ruolo dell ’ industria metalmeccanica problema del mezzogiorno, cit.
44 F rey , Il potenziale di lavoro in Italia: offerta e domanda di lavoro nelle aree del l ’ Emilia-Romagna, ISVET, documenti n. 50/1, Roma 1975.
103
Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online