Problemi della transizione 1979
Disoccupazione giovanile
(Napoli) e tenendo poi presente la situazione nazionale così co me è analizzata nelle relazioni del CENSIS. Le tendenze principali che caratterizzano la provincia di Bologna rispetto ad altre situazioni regionali sono le seguenti: a. La scuola dell ’ obbligo a Bologna registra tassi di pas saggio altissimi dal primo anno di scuola elementare alla licen za di scuola media inferiore. I dati riportati nella Tav. 12 sono immediatamente eloquenti. Partendo da una popolazione di 10.406 iscritti nell ’ anno 1966-67 questa popolazione tende ad aumentare fino alla licenza media per effetto della immigrazio ne a Bologna di famiglie con figli in età dell ’ obbligo. I dati non permettono quindi di avere tassi di passaggio e di regolarità pu ri. Si può però notare subito come il numero di alunni ripetenti in prima elementare sia molto limitato e dai dati dell ’ ultimo rapporto CENSIS questa tendenza provinciale è confermata dalla tendenza complessiva dell ’ Emilia-Romagna in cui i tassi di ripetenza nelle scuole elementari e medie inferiori risultano i più bassi di tutte le altre regioni italiane 46 . Totalmente differente è una situazione come quella di Na poli dove l ’ uscita dal sistema scolastico avviene soprattutto al livello della scuola elementare e media inferiore. I dati riportati nella Tav. 12 sono espliciti: dei circa 53.000 iscritti nell ’ anno 1966-67 solo 49.000 arrivano alla licenza elementare regolar mente e di questi solo 41.000 passano alle scuole medie inferio ri terminando in regola con il conseguimento della licenza in 36.000. Si è di fronte ad una delle più consistenti diminuzioni di popolazioni studentesche: mentre a Bologna arriva regolar mente alla licenza media inferiore la maggior parte degli stu denti a Napoli solo il 68,5% degli iscritti in prima elementare arriva ad ottenere in regola la licenza media e questa situazione discrimina ancora di più le femmine che arrivano alla licenza media solo nella percentuale del 59,8% (12.637 su 26.209 iscritte in prima elementare). I tassi di scolarità sono quindi profondamente diversi: considerando gli iscritti nel 1971 alla media inferiore e la popo lazione di quell ’ anno tra i 10 e i 14 anni mentre a Bologna que sta percentuale è del 60% a Napoli si scende al 40%. Le spiegazioni di questo profondo divario sono riconduci bili a tre tipi: a) la composizione delle classi sociali per livelli di istruzione è molto diversa nelle due città (a Napoli consideran do la popolazione attiva il numero degli analfabeti e alfabeti senza titolo di studio rappresenta il 23,4% contro il 9,7% di Bologna) e questo incide sul minor patrimonio linguistico e cul turale che molti allievi finiscono con l ’ avere e che il sistema sco lastico sancisce con la selezione; b) le differenze tra le due città si esprimono anche nel minor reddito delle famiglie napoletane e questo incide nell ’ inserimento più immediato dei minori delle famiglie del proletariato napoletano o nel lavoro domestico (te nendo presente che la classe di età più numerosa è ancora quel la da 0 a 5 anni) o come ragazzo o ragazza di «bottega» con pa ghe bassissime e nessuna acquisizione di professionalità, per
dua livelli di bocciatura intorno al 10% per le tre scuole medie inferiori registrando una inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Occorre seguire quindi questa situazione anche negli altri comuni emilia ni.
46 I dati sono riportati nel XII rapporto/1978 sulla situazione sociale del paese, Roma 1978. Questa situazione di non selezione viene messa recentemente in discussione da A. C ammelli («La Società», n. 27, 1979) che analizzando i dati sulle bocciature nel 1978/79 a Casalecchio, un comune nella provincia di Bologna, indivi
105
Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online