Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tare poi che la percentuale di donne era il 70% e che ben il 35% dei candidati risultava residente nell ’ Italia meridionale. L ’ atteggiamento verso il terziario di cui abbiamo parlato ed il problema delle donne con elevato titolo di studio si pre sentano quindi immediatamente come uno dei nodi principali dell ’ offerta di lavoro giovanile. L ’ analisi del percorso attraverso l ’ università esaminando la situazione dell ’ università di Bologna è attualmente possibile per la presenza di una serie di studi e rilevazioni che possono essere sintetizzati considerando in particolare il periodo 1971-72/ 1976-77 in relazione al quale sono disponibili i dati molto ana litici preparati in occasione della conferenza di facoltà di giurisprudenza 60 . Le Tavv. 21-22 presentano le principali caratteristiche de gli studenti di Bologna nel periodo prima indicato. Iniziando dalla distinzione maschi-femmine si può innanzi tutto notare come la percentuale di donne iscritte complessiva mente all ’ università è passata dal 32,8% nel periodo 1971-72 al 36,5% del periodo 1976-77 e questa percentuale è ulterior mente salita nel 1977-78 al 37,6% per cui sotto questo aspetto è ipotizzabile una ancora maggiore presenza di donne all ’ uni versità non essendovi indicazioni di stabilizzazione della ten denza in atto ed essendovi nelle fasce di età relative quasi la stessa proporzione di maschi che di femmine (per cui una situa zione di parità dovrebbe vedere una percentuale di donne nella misura del 50%). Ugualmente in una fase dinamica è da valutare la presenza di studenti da altre regioni e dall ’ estero che a Bologna è molto consistente. Infatti la percentuale di studenti provenienti dal l ’ Emilia-Romagna nel periodo considerato è diminuita dal 63,0% al 59,0% con un aumento sia della percentuale di stu denti provenienti dalle regioni del centro-nord (dal 9,5% al 12,5%) che dal centro-sud (dal 15,9% al 20,4%) rimanendo elevata la percentuale di stranieri (che passa nel periodo consi derato dal 9,6% all ’ 8,1 %). Se si considera invece una terza caratteristica e cioè la pre senza di figli di operai all ’ università si può invece notare una stasi nel senso che la presenza di figli di operai dal 1971-72 al 1976-77 è rimasta del tutto costante (dal 19,0% si passa solo al 19,8%). Questi dati, con alcune ulteriori possibili elaborazioni, permettono di precisare alcuni punti che possono essere rile vanti per un dibattito: a) Innanzi tutto non è difficile demistificare con i dati di sponibili l ’ idea spesso ricorrente che l ’ università sia ormai «po polare». I dati prima riportati sulla stasi nella presenza di figli di operai all ’ università bolognese nel periodo 1971-72 e 1976- 1977 confermano quanto già indicato da Maurizio Rossi 61 al livello nazionale sulla base di dati ISTAT e cioè che dopo un
5. Il percorso attraver so l ’ università e gli sbocchi lavorativi relati vi
60 Le fonti statistiche e tutta una serie di ulteriori precisazioni relative a questo para grafo sono contenute nell ’ articolo di C a pecchi , Università di Bologna e mercato del lavoro, «Inchiesta», n. 35-36, pp. 72 82. 61 M. Rossi, Università: gli studenti della crisi, «Inchiesta», n. 31, 1978, pp. 46-60.
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