Problemi della transizione 1979

Disoccupazione giovanile

mente femminili che presentano il maggior numero di iscritti a queste liste. Si possono poi esaminare i dati di Magistero riportati nella Tav. 29 che indica molto bene i mutamenti avvenuti in questo tipo di facoltà a due anni dalla laurea. Infatti mentre i laureati del 1969-70 a due anni dalla laurea avevano trovato per l ’ 88,3% un lavoro stabile (prevalentemente nell ’ insegnamento) a due anni dalla laurea ottenuta nel 1973-74 vedono molto ri dotte queste possibilità di insegnare per cui il lavoro stabile ca de al 48,9% e sale al 32,9% il lavoro saltuario. Si verifica per ciò per questi studenti di Magistero la continuità di occupazio ne in un lavoro saltuario che già veniva effettuato durante gli studi. Per questi studenti di Magistero la laurea non rappresen ta quindi un mutamento di prospettiva molto consistente e a due anni dalla laurea questi studenti continuano i lavori saltua ri che già avevano effettuato durante gli studi in una percentua le molto consistente. Migliori sembrano invece gli sbocchi occupazionali per i laureati in Economia e commercio (laureati di questa facoltà non sono presenti nelle liste di disoccupazione giovanile) che però sono relativi agli anni di laurea che vanno dal 1971-72 al 1973-74 considerando il lavoro conseguito in un periodo mol to maggiore: da tre a cinque anni dalla laurea. La percentuale di disoccupati è comunque molto bassa: solo il 3,2% (essendo poi questa percentuale tutta concentrata nei laureati donne; tutti i laureati maschi sono risultati occupati). Le occupazioni sono quasi tutte concentrate nel terziario (il 93,2%) e sul totale degli occupati ben il 39% è concentrato nel settore del credito. Da notare poi che se si analizza il titolo di studio richiesto dalle varie occupazioni, a parte il vantaggio retributivo, dai dati ri portati nella ricerca di Tantini e Tomasetta risulta che il 39,0% delle occupazioni in cui si sono inseriti i laureati in Economia e commercio richiedeva una laurea mentre per altre si richiedeva più semplicemente un diploma oppure (ma in percentuale mol to minore) il titolo di terza media. Si presenta quindi il problema della dequalificazione del ti tolo di studio e del rapporto di coerenza titolo di studio-occu pazione, problemi sui quali i dati disponibili sono troppo ca renti per poter fare delle analisi. Come abbiamo fatto per il lavoro degli studenti è possibile provvisoriamente raggruppare i dati delle ricerche disponibili per tipi di facoltà. I dati sono riportati nella Tav. 28 ed i para goni sono molto difficili per la diversa entità del periodo consi derato dopo la laurea e le diverse classi di laureati presi in esa me. Gli unici confronti che sono in parte possibili tra i laureati a Magistero di Bologna (anni 1973-74) quelli di Magistero di Sassari (anni 1973-76) e quelli di Catania (anni 1974-75) rela tivi sempre alla facoltà di Magistero con però insieme Lettere, Giurisprudenza e Scienze politiche. Da questi dati risulta con chiarezza quello che già emergeva in relazione al lavoro duran te gli studi e cioè che le possibilità di trovare lavoro a Bologna sono superiori a quelle che si possono trovare a partire da una stessa laurea presa a Sassari o a Catania. Viene quindi confermata l ’ incidenza della zona (indipen dentemente da altre variabili) sulle possibilità di trovare lavoro e di conseguenza la possibilità di emigrazione intellettuale pri ma del conseguimento della laurea in modo da avere una reale

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