Problemi della transizione 1979

I fatti e le idee:

Dimenticare Weimar

di Francesco Galgano Un anno e oltre di celebrazioni del trentennale, e gli studi, le ricerche, i dibattiti che la ricorrenza ha suggerito, non sono bastati: c ’ è chi la Costituzione continua a leggerla a modo suo, o a non leggerla affatto. All ’ indomani del voto del 3 giugno, ad un operaio che gli domandava, in un pubblico dibattito televi sivo, se e in quale modo la Democrazia cristiana avrebbe tenu to conto della richiesta di cambiamento che dai lavoratori si era levata in cento manifestazioni sindacali, un esponente di punta di quel partito rispose, seccamente, che in democrazia contano i voti, non le manifestazioni di piazza. Analizziamo, in termini costituzionali, il senso di questa risposta, rivelatrice della filo sofia costituzionale del partito che ha la maggioranza relativa in Parlamento. Possiamo ricavare due proposizioni, una espli cita e l ’ altra implicita: la proposizione esplicita è che, «in de mocrazia», la volontà dei lavoratori, in quanto volontà di lavo ratori, non conta; conta solo se si traduce in volontà di cittadi ni, espressa con il voto. La seconda, implicita, proposizione è che la volontà dei lavoratori non conta neppure se espressa con il voto quando, tirate le somme, risulta essere una volontà mi noritaria. Così «in democrazia»: con quattro sole parole l ’ onorevole Giovanni Galloni è riuscito a cancellare tutto il nuovo e tutto il diverso della democrazia scritta nella nostra Costituzione. L ’ ha riportata, per così dire, alla purezza del modello classico, con una operazione di depurazione analoga a quella eseguita, sulla nostra Costituzione, nella Spagna di Suarez, dove lo scorso an no è stata varata una Costituzione che attinge sì a piene mani dalla nostra, specie per i principi fondamentali, ma avendo cu ra di sostituire alla parola «lavoratori», quando la nostra rico nosce diritti di partecipazione ai lavoratori, la più rassicurante parola «cittadini». Galloni, che è professore di diritto, sa bene che una simile reinterpretazione, che pure da noi fu eseguita negli anni del centrismo, e fu eseguita sulla Costituzione come fu messa in at to nel paese, oggi non è riproponibile. Sul nostro sistema di de mocrazia si è pronunciata, nel ’ 69, la Corte costituzionale: l ’ oc casione fu lo sciopero politico per le riforme, ma la motivazio ne della sentenza andò oltre il problema specifico. La Corte su però l ’ obiezione di chi protestava per l ’ esautoramento del Par lamento, coartato dai lavoratori in sciopero. L ’ obiezione, al trove decisiva, è da noi irrilevante: la Costituzione riconosce ai lavoratori in quanto tali, e non solo ai lavoratori in quanto cit tadini, il diritto di partecipare alla organizzazione politica del paese; e gli strumenti di lotta sindacale sono anch ’ essi, al pari della rappresentanza parlamentare, un modo costituzionale di

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