Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

meritare di uno stato decentrato fondato sulle autonomie. Se con questo si vuol riconoscere che il superamento del capitali smo e quindi delle crisi che esso provoca mira a determinare un nuovo tipo di sviluppo delle forze produttive e quindi dell ’ eco nomia sociale, certo si ribadisce un principio essenziale per qualificare il tipo di socialismo cui nella fase di transizione si intende orientare l ’ iniziativa sociale e politica: ma le difficoltà che tuttora si frappongono all ’ instaurazione di un regime pro grammarono complessivo e coerente non risiedono tanto nella resistenza di certe forze politiche a recepire, nelle istituzioni statali quel che i sindacati operai e in genere dei lavoratori chie dono alle rispettive controparti, quanto nella resistenza di tali forze — e non del cosiddetto «sistema politico» come «sistema dei partiti» — a organizzare nelle sedi istituzionali dello stato una volontà politica di trasformazione, con il grave rischio quindi che la stessa forza del sindacato, oltre che risultare effet to di una crescita della coscienza politica e del livello culturale delle masse operaie e di lavoratori, sia espressione di una dele ga più o meno occulta che perciò non potrebbe riuscire a deter minare un reale processo programmatorio, nel quale ogni com ponente sociale e politica deve concorrere a stabilire le misure di una nuova «qualità» della destinazione delle risorse. Al tempo stesso, un ’ impostazione del genere dei problemi della programmazione, oltre a non agevolare una corretta pro posta di estensione all ’ area dei poteri pubblici dei frutti delle lotte condotte dalle organizzazioni sindacali (si veda l ’ ipotesi della cosiddetta legge «di sostegno» dei diritti di informazione, il cui compito è di investire l ’ impresa su un terreno diverso e più generale), finisce per tenere in ombra che la tematica della pro grammazione si pone come condizione per l ’ esercizio ad essa coerente dei poteri pubblici relativi alla regolazione dei rappor ti tra stato e impresa pubblica, tra stato e impresa privata, che sono interni ai piani di settore in cui la programmazione si arti cola: è su tale terreno specifico, che sostanzia il funzionamento della programmazione economica come governo democratico dell ’ economia, che si misura la volontà e la capacità delle forze della sinistra di trovare gli strumenti di direzione di un nuovo corso dell ’ economia, fondato sull ’ autonomia dell ’ intero movi mento dei lavoratori e sul consenso della maggioranza dei citta dini.

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