Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

entrambi nella produzione meno avanzata. Quella più generale riguarda l ’ investimento per addetto, questo, pur essendo cre sciuto in ragione molto di più di quello italiano, è cresciuto net tamente meno nelle imprese più piccole, dove si era registrata invece la più elevata crescita della produttività! Non solo, ma nelle piccole imprese il saggio di crescita dell ’ investimento è ne gativo anche nei comparti più importanti della meccanica: macchine motrici, macchine agricole e industriali, meccanica di precisione, e si badi bene la crescita della produttività nelle pic cole imprese di tutti questi comparti è stata notevole; lo stesso si è verificato per le imprese con più di cinquanta addetti, ma qui i saggi negativi sono più contenuti e una sensibile crescita dell ’ investimento si registra per addetto per il comparto delle macchine agricole e industriali 8 . Di fronte a questa pluralità di segnali a molti è parso im mediato compiere alcune generalizzazioni secondo le quali, per esempio, il finanziamento degli investimenti sociali non avreb be altro risultato che portare masse illimitate di forza-lavoro femminile, giovanile e anziana sul mercato disposte a prolun gare la giornata di lavoro ecc. Oppure si afferma che la base del capitalismo in Emilia fa leva su «...la tradizionale laboriosità e fatalistica subordinazione contadino-mezzadrile». Ancora si parla di «un ’ etica del lavoro» e di «un ’ ideologia dei sacrifici» che «permea le coscienze» e che per le donne altro non sarebbe che parlare di doppio lavoro: domestico e lavoro nero, irrego lare. Ma a quale regione d ’ Italia si sta pensando? Si chieda alle donne napoletane o palermitane che cosa significa non avere strutture sociali adeguate, essere soltanto casalinghe. Si parli dei mali dell ’ etica del lavoro ai disoccupati meridionali o a chi, emigrato, è espropriato da ogni comprensione del processo pro duttivo. La gente oggi lascia le grandi imprese anche perché ha bisogno di riappropriarsi della propria autonomia sul lavoro. No, non ci pare che questo tipo di argomentazioni ci aiuti no a capire meglio e quindi a trovare la direzione in cui operare cambiamenti. Se questa fosse stata l ’ ottica di tanti studi che hanno illustrato pezzi del sistema socio-economico emiliano non si sarebbero fatti molti passi avanti, non saremmo, come siamo oggi, ad interrogarci a fondo sull ’ esperienza dell ’ Emilia- Romagna, a ricercare le origini e le cause di certe evidenze. Ogni ricercatore del sociale si porta dietro i propri «valo ri», ma è da augurarsi che questi non gli annebbino troppo il potere di ordinare concettualmente la realtà empirica. 5. - Che conclusioni si devono trarre da queste osserva zioni. Sarebbe veramente un estremismo infantile concentrare la propria attenzione su una o parte di queste osservazioni di menticando le altre dette e non dette, conosciute e non cono sciute. Esprimere condanne e assoluzioni non può essere il no stro compito; del resto in tutti i paesi più avanzati esistono pic cole imprese con altissima tecnologia e il sistema della grande impresa mostra segni di logoramento e di subordinazione al grande capitale internazionale e finanziario.

8 Per la documentazione da cui abbiamo tratto queste osservazioni si veda, C. F ilip - pucci , Alcuni, cit.

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