Problemi della transizione 1979
Economia e territorio
forza lavoro. Il sistema industriale nella nostra regione non pa re assolutamente attrezzato a questi compiti 3 e ci si consenta di osservare che gli organismi pubblici non possono sostituirsi in tutto alle imprese e, in ogni caso, il costo di questa sostituzione che graverebbe sulla collettività dovrebbe essere computato nei conti economici delle imprese se si volesse valutare corretta- mente l ’ efficienza di tali imprese, e) Quando il sistema indu striale è frazionato, disarticolato, come nel caso di una predo minanza di piccole e medie imprese il rapporto fra capitale fi nanziario e capitale industriale può essere più agevolmente ri solto a favore del primo con l ’ evidente conseguenza di perdere qualunque controllo sulla politica industriale a livello locale e nazionale, f) Da alcune ricerche recenti 4 emergono segni con tradditori sulla strada che il sistema industriale sembra perse guire: i risultati dell ’ economia regionale, in termini di saggi di variazione dell ’ occupazione e della produttività, sono sensibil mente superiori a quelli medi italiani e a tali risultati le imprese minori hanno contribuito in modo determinante. Al tempo stesso questo processo non è affatto generalizzato, al contrario nei settori produttivi più «tradizionali» i risultati sono netta mente inferiori alla media contro risultati nettamente superiori nei cosiddetti settori «centrali» 5 . Si può dunque parlare oltre che di riorganizzazione nel modo di produrre anche nel tipo di beni prodotti? E una risposta che non slpuò dare ancora chia ramente, certo è che da questi primi sondaggi emerge che la gamma di produzione della regione si restringe: si perde peso nelle produzioni più tradizionali, ma non si estende a «nuove» produzioni industriali tecnologicamente più avanzate, né ai set tori del terziario qualificato (questi nella regione hanno un pe so, in termini di valore aggiunto e occupazione, inferiore a quello medio italiano) 6 . Solo tre settori centrali 7 con tecnologia mediamente avanzata raccolgono nel 1975 il 52,6% dell ’ occu pazione industriale contro il 37,8% nella media italiana; men tre fra i servizi il commercio raccoglie il 35,2% dell ’ occupazio ne (contro il 31,4% della media italiana). Se poi si considera il settore più importante in Emilia, quello della meccanica, sco priamo che solo la produzione di «macchine agricole e indu striali» e di «prodotti in metallo» (settori con tecnologia me dia) hanno un ’ importanza nettamente superiore alla media ita liana, mentre si verifica l ’ opposto per produzioni più sofisticate come materiale e forniture elettriche, strumenti di precisione. Questo quadro va integrato con un dato particolare ed uno generale, ma entrambi indicativi. L ’ osservazione particola re riguarda il fatto che i settori che sono cresciuti più veloce mente fra il 1972 e il 1975 sono il chimico e il metallurgico ed
grega quest ’ ultima componente si vede che la previsione per il 1979 è di un incremento nell ’ assorbimento di impiegati d ’ ordine contro una diminuzione degli impiegati di rettivi e di concetto sempre rispetto alla composizione al 31.12.1978. 4 Ci riferiamo ancora a F ilippucci , Alcu ni, cit. 5 Qualunque schematizzazione è ancora troppo arbitraria per essere accettabile da tutti. Qui, solo per comodità di ragiona mento, abbiamo definito «tradizionali» i settori: tessile e abbigliamento; pelli, cuoio e calzature; legno e mobilio. Abbiamo con siderato «centrali» i settori: meccanico e mezzi di trasporto; alimentare; minerali non metalliferi; gomma, carta, materie pla
stiche varie. I settori chimico e metallurgi co potrebbero intendersi come settori di base. 6 Con «terziario qualificato» ci riferiamo ai settori dei trasporti, comunicazioni, ser vizi vari alle imprese. Per questi dati si veda C. F ilippucci , L ’ occupazione e il valore aggiunto in Emilia-Romagna: un'analisi di saggregata per settore di attività economi ca, in «Statistica», n. 3, 1978. 7 Si tratta delle produzioni in metallo, di macchine e materiale elettrico; del settore alimentare; del settore dei minerali non metalliferi. Si veda F ilippucci , L ’ occupa zione, cit.
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