Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Politica economica e istituzioni decen trate
di Piero Formica 1. La direzione dell ’ economia con più protagonisti ai di versi livelli di governo accanto a una pluralità di soggetti sociali è fra i passaggi piu delicati del dibattito in corso sul «governo democratico deH ’ economia». Di questo tema così vasto e com plesso restano da svolgere almeno altrettante parti di quante fi nora ne siano state portate a compimento. Nelle parti da riem pire o che, comunque, meritano un grosso supplemento di in dagine, rientra l ’ assegnazione di un ruolo di politica economica all ’ insieme delle istituzioni decentrate (regione, comune, ente intermedio, comunità montana). Le note che seguono si muo vono in questa direzione. È bene sottolineare la loro natura in troduttiva che lascia, pertanto, molto terreno scoperto per suc cessive esplorazioni. Particolare attenzione abbiamo inteso riservare alla politi ca di gestione (regolazione) della domanda aggregata. Se è vero che analisi sempre più avanzate e dettagliate vengono condotte al suo interno, lo è altrettanto il fatto che, smontata la «mac china» pezzo per pezzo, si è perso di vista il suo «profilo», la sua forma complessiva, che ha caratterizzato tutta un ’ epoca, non ancora esaurita, di gestione centralizzata e verticistica del sistema economico, tale che le sedi decisionali sono risultate lontane dalle aree di intervento ed estranee ai soggetti diretta- mente interessati. Ricomposti tutti i pezzi, l ’ esigenza di una sua ricognizione generale non deve perciò apparire fuori luogo. Sul versante della politica di gestione dell ’ offerta, che af fronteremo successivamente e nel cui ambito ci pare di poter in dividuare i compiti direzionali da affidare alle istituzioni decen trate, non basta un esame del «profilo», qui appena tracciato; c ’ è da iniziare anche un grosso lavoro di scomposizione della politica stessa per un esame dettagliato di tutta la gamma degli strumenti disponibili. Solo allora sarà possibile porre rimedio all ’ attuale disordinato assemblaggio degli strumenti regionali di intervento nell ’ economia. Per ragioni di spazio e volendo re star fedeli al carattere introduttivo di questa nota, rimandiamo questo secondo esame a un ’ altra occasione. Riteniamo però opportuno sottolineare sin d ’ ora che la va lutazione della politica di gestione dell ’ offerta deve rientrare in quella più generale delle politiche appropriate per le istituzioni decentrate, approfondendo la conoscenza dei soggetti che le pongono in essere, dei contenuti che le sostanziano, della loro efficacia per il raggiungimento degli obiettivi giudicati rile vanti. Un ’ ultima avvertenza: non debbono meravigliare i riferi menti al contesto europeo e occidentale. Esiste, infatti, un pro blema di compatibilità tra il decentramento istituzionale come
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