Problemi della transizione 1980
L ’ Emilia-Romagna fra crisi e trasformazione
reggano e contribuiscano a dare una qualità diversa allo stesso sviluppo economico. I problemi di una società complessa, forte e dinamica co me quella emiliano-romagnola non sono però riconducibili unicamente ai terreni pure centrali dell ’ economia, dell ’ occupa zione, dei servizi. Gli anni ’ 80 ci pongono di fronte a una quantità nuova dello sviluppo intorno alla quale già più di qualche elemento di analisi, di riflessione e di proposta va emergendo tanto a livello politico che a livello istituzionale. Già da tempo il nostro partito, gli enti locali, nei quali in sieme ai compagni socialisti assolviamo il ruolo di maggioranza governativa, hanno cominciato ad affrontare e a confrontarsi con i problemi relativi alla salvaguardia e alla tutela dell ’ am biente e del territorio, con le delicate e centrali questioni ener getiche, con gli argomenti relativi alla costruzione di un rap porto più corretto tra sviluppo complessivo e uso delle risorse. La stessa proposta dell ’ austerità tende attraverso un forte e rin novato impegno culturale dello sviluppo basato sull ’ uso razio nale delle risorse, su una capacità nuova di organizzare l ’ am biente, salvaguardandone gli elementi fondamentali, e su un uso della scienza a questi fini; essa pone perciò l ’ obiettivo di una trasformazione profonda della società e di una diversa qualità della vita, attraverso un diverso rapporto tra uomo e natura e tra gli stessi uomini. Si tratta di comprendere in quale direzione è necessario produrre il massimo sforzo per valorizzare tutti gli elementi di cambiamento e di sviluppo essenziali a un obiettivo di raziona lizzazione dell ’ uso delle risorse, perché muti la qualità comples siva dello sviluppo. A questo punto sarà possibile riportare la riflessione, una riflessione corposa e consapevole sui temi relativi alla program mazione dello sviluppo regionale, proposti dalla Regione nel ’ 78, al riparo da ogni deformazione economicistica e istituzio- nalistica e collegarli sempre più strettamente alle esigenze di uno sviluppo razionale ed equilibrato dal quale derivino il raf forzamento della democrazia, l ’ avanzamento di profondi pro cessi di trasformazione della società, l ’ innalzamento dei livelli di vita individuali e sociali della regione e del paese. Una considerazione conclusiva. II livello di sviluppo raggiunto in questa regione tende già a collocare nel novero dei problemi necessari che si affrontino per tempo due tipi di compatibilità: il primo è quello che si po ne tra clima tendenziale dei processi di trasformazione in atto, dietro ai quali si avverte la presenza determinante dei lavorato ri, e organizzazione dello stesso modo di produzione capitali stico; il secondo, se si vuole più ravvicinato, è invece quello che si pone tra la crescita della qualità della vita democratica della regione e quella dell ’ intero paese. Se non si vuole scadere sul piano dell ’ ideologia o su quello dell ’ alchimia politica e sociale, va riportata su questo terreno la questione centrale della lotta politica che si svolge oggi nella nostra regione: quella delle al leanze. Ci sembra di poter dire, in conclusione, che, ancora una volta, è lungo l ’ asse della democrazia e della trasformazione, nel confronto per affermare un nuovo tipo di sviluppo capace
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