Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
nologica e organizzativa, ha portato di necessità, e non solo in quanto grande problema della democrazia italiana, all ’ incontro con i problemi del mezzogiorno. Indubbiamente per l ’ Emilia-Romagna «la centralità della scelta meridionalistica risulta essenziale e per la difesa della de mocrazia, e dell ’ allargamento e la qualificazione della base pro duttiva e del mercato interno e infine per l ’ integrazione duratu ra dell ’ Italia nell ’ Europa. Ma non ci sembra che la nostra regione intenda diventare l ’ epicentro di una pure importante vertenza di settore, quanto protagonista di un impegno attivo per costruire un raccordo con le altre regioni del centro-nord e per coinvolgere il sistema imprenditoriale e le grandi organizzazioni di massa alla defini zione e alla realizzazione di progetti operativi per nuovi inse diamenti industriali e per favorire la crescita della piccola e me dia industria. L ’ Emilia-Romagna, per le caratteristiche della sua struttura industriale, può recare un contributo originale all ’ industrializzazione del mezzogiorno, direttamente e concor rendo per far emergere a livello nazionale la problematica della politica di sostegno all ’ impresa minore nell ’ ambito della pro grammazione industriale, basata sui servizi reali per l ’ impresa, alternativa alla politica di incentivi che ha provocato lo sperpe ro di ingenti risorse» 17 . Come si è già accennato le trasformazioni intervenute in questi anni nell ’ apparato produttivo regionale, gli orientamenti nelle scelte di programmazione, le esigenze manifestatesi so prattutto tra i giovani, le donne, gli operatori dei pubblici ser vizi pongono al sindacato, al movimento operaio l ’ esigenza di porsi con occhi e strumenti di ricerca nuovi di fronte ai proble mi relativi all ’ organizzazione della vita produttiva e del lavoro, alla politica dell ’ occupazione, al governo del mercato del lavo ro. Né può mancare una fase ulteriore della riflessione, che si è fatta così ampia negli ultimi tempi, sui servizi. Occorre però riprendere l ’ analisi al riparo e al di là delle polemiche troppo spesso pretestuose e strumentali di questi anni. Si è troppo insi stito su una doppia tesi che ha occultato i problemi reali e non ha consentito l ’ individuazione del ruolo e delle funzioni dei ser vizi; si è sostenuto che costruire una fitta rete di servizi sociali ’ /oleva dire prolungare o estendere lo stato assistenziale, sot trarre risorse alle zone deboli del Paese e in particolare del Mez zogiorno, gonfiare ed espandere gratuitamente la spesa pubbli ca. Tutto questo ha talora impedito che venisse colta la stretta connessione che si è posta in questi anni e che è destinata a ri proporsi nel futuro e non solo in Emilia-Romagna tra i proble mi di un solido sviluppo economico e quelli della parallela rea lizzazione di una rete di servizi pubblici e sociali, i quali, all ’ in terno di una linea di riqualificazione della spesa pubblica, sor
17 G. P atacini , Quale contributo per il Sud. Facciamo il punto , «L ’ Unità».
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