Problemi della transizione 1980
Lavoro e condizione giovanile
c) Indicatori della struttura occupazionale In relazione a questi dati indicatori occorre distinguere tra gli occupati espliciti (cioè quelli rilevati dalle statistiche ufficia li) e gli occupati della economia parallela. Per quanto riguarda gli occupati espliciti l ’ occupazione complessiva risulta negli ultimi dieci anni stazionaria con però all ’ interno modifiche consistenti. C ’ è infatti una diminuzione degli addetti in agricoltura ( — 148.000 unità del 1970 al 1976) che però non significa un «abbandono» quanto la conseguenza di un processo di ristrut turazione e modernizzazione del settore (specializzazione ^egli allevamenti, meccanizzazione e diversa organizzazione del la voro nelle colture ecc.). Il punto importante documentato da Brusco 6 nella sua ricerca sul comprensorio di Modena è che an che in questa zona si ha la contrapposizione tra aziende capita listiche e aziende contadine con però la importante verifica che in questo comprensorio molte delle aziende contadine hanno un reddito sensibilmente più elevato di quello che può ricavare una famiglia operaia, costituendo poi le aziende part-time non un insieme di situazioni di disoccupazione, ma il secondo lavo ro di operai e artigiani. In quanto poi all ’ occupazione industriale esplicita l ’ au mento è molto limitato ( 4- 35.000 unità tra il 1970 ed il 1976), ma molto importanti sono le modifiche interne in quanto è so prattutto aumentato il peso dell ’ industria metalmeccanica 7 che tende ad espandersi soprattutto nell ’ insieme delle industrie che producono'macchine e attrezzi per l ’ industria e per l ’ agricoltura e che è concentrata nelle unità produttive di piccole dimensio ni. Vi sono due processi tra di loro convergenti che portano al la diffusione di imprese di medio-piccole dimensioni: a) un pro cesso di sviluppo imitativo molto localizzato territorialmente (le fabbriche confezionatrici ed inscatolatrici la cui produzione «mondiale» è concentrata a Bologna, le industrie che costrui scono macchine per il legno concentrate nel riminese ecc.) in cui si tende prevalentemente alla produzione di piccola serie personalizzando spesso il prodotto; b) un processo di fram mentazione di tutti i cicli produttivi per cui al decentramento delle lavorazioni di officina che si ritrova anche in fabbriche di piccolissime dimensioni si accompagnano processi di specializ zazione delle componenti e delle lavorazioni così che si viene a formare un «sistema» industriale avente sue caratteristiche di flessibilità e adattabilità. All ’ interno di questa diffusione della piccola impresa si in tersecano perciò situazioni molto differenziate e non è possibile parlare in termini «generali» della piccola impresa in quanto è molto diversa la «piccola» fonderia con elevati livelli di nocivi- tà e dequalificazione e la «piccola» industria di macchine uten sili che può essere altamente specializzata richiedendo mano d ’ opera con elevata professionalità. In quanto poi al terziario, in questo settore si registra il più 6 S. BRUSCO, Agricoltura ricca e classi nell'economia italiana, Bari 1978. sociali, Milano 1979.
7 Su questo punto rinvio al saggio di V. C apecchi , Sviluppo economico e miliano, ruolo dell'industria metal meccanica, problema del mezzogior no, in AA.VV ., La piccola impresa
Made with FlippingBook - Online catalogs