Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

CENSIS 9 portano a stimare (come indicato nella Tav. 4) a qua si cinque milioni gli occupati di questo tipo di economia (quasi un quarto rispetto alla popolazione occupata esplicita) e tutti gli indicatori e le ricerche fatte convergono nell ’ indicare in Emilia-Romagna una notevole diffusione di questo settore pro duttivo in cui coesistono realtà molto differenziate. d) Indicatori dello squilibrio rispetto alle regioni meridionali Per una analisi dettagliata di questi indicatori rinvio al sag gio scritto con Pugliese e relativo ad un confronto tra Bologna e Napoli 10 . In questa sede è sufficiente ricordare che proprio in relazione a questo squilibrio complessivo l ’ Emilia-Romagna presenta il più alto saldo migratorio tra tutte le regioni italiane (oltre 12.000 persone nel 1976) essendo però molto probabil mente molto maggiore il numero di persone provenienti da al tre regioni che sono presenti in Emilia avendo una attività lavo rativa o in cerca di lavoro che non sono registrate da queste sta tistiche (basta pensare che nella sola università di Bologna su 60.000 studenti iscritti all ’ Università di Bologna circa 20.000 vengono da altre regioni e, di questi, 10.000 vengono dalle re gioni del centro-sud). Nel paragrafo precedente sono stati ricordati molto breve- mente alcuni-'tra i più noti indicatori dello sviluppo socio eco- nomico emiliano che permettono certamente di valutare la re gione Emilia-Romagna come una regione «ricca» ad elevati tassi di sviluppo, redditi familiari elevati, famiglie con poche persone a carico ecc. Tutti questi indicatori permettono di af fermare che certamente in questa regione sono molto superiori le possibilità di trovare lavoro, che non esiste disoccupazione strutturale (i disoccupati sono di fatto degli occupati nell ’ eco nomia parallela) e che certamente gli elevati redditi familiari in fluenzano gli atteggiamenti ed i comportamenti dei giovani emiliani verso il lavoro e lo studio. Per superare questa soglia di riflessioni occorre avvicinarsi all ’ analisi dei rapporti tra lavoro e condizione giovanile avendo uno schema da verificare che sia più articolato e che tenga con to sia delle diverse situazioni lavorative che dei percorsi studio lavoro dei giovani. Iniziando l ’ analisi delle situazioni lavorative occorre cerca re di isolare innanzi tutto quelle che sono le dimensioni princi pali partendo da una prima valutazione del mondo del lavoro industriale ed avendo come materiale empirico a disposizione soprattutto molte ricerche effettuate dalla FLM nel settore me talmeccanico emiliano. Le dimensioni principali che questo tipo di materiale evi denzia sono:

2. Una tipologia tuazioni lavorative

i si

9 Su una analisi dettagliata di queste stime rinvio al saggio di V. CAPEC CHI, Disoccupazione giovanile e rap porto scuola-lavoro: mutamenti strut turali e nuovi valori, «Problemi della transizione», n. 2, 1979. 10 Vedi nota 4.

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