Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

sotto-temi di studio, sembrano ignorare la presenza degli altri: a) Gli studi coordinati da sociologi e demografi sulla mobi lità professionale e sociale in cui vengono analizzati su campio ni molto ampi della popolazione gli spostamenti tra le varie professioni, i confronti tra le generazioni e le influenze di va riabili come il sesso, la diversa appartenenza etnica e l ’ istruzio ne (come esempio possiamo ricordare gli ultimi studi di Fea- therman e Hauser). b) Gli studi coordinati in genere da professori della «Busi ness School» o della «School of Management» sui percorsi di carriera interni alle fabbriche o tra fabbriche (ad esempio le ri cerche di Cassell, Director e Doctors sulla mobilità tra fabbriche e sulla mobilità all ’ interno di alcune grandi fabbriche). c) Gli studi coordinati da economisti sulla mobilità tra sot tomercati del lavoro e sugli spostamenti territoriali delle indu strie. In questa direzione possiamo ricordare lo studio di Piore che ha orientato alcune ricerche empiriche e le recenti ricerche di Bluestone e Harrison sugli spostamenti territoriali delle in dustrie. d) Le indagini molto numerose sui passaggi dallo studio al lavoro fatte da sociologi dell ’ educazione. Tra i più recenti ricor diamo le ricerche coordinate da Martin Trow e Margaret Gor don, le analisi di Freeman ecc. Inoltre il settore dei problemi occupazionali delle donne sembra ricevere tutta una sua attenzione autonoma e così il set tore dei problemi occupazionali di particolari minoranze etni che. Queste suddivisioni possono tendere a riprodursi anche in Italia 35 e non è certamente questa la sede per cercare di mettere insieme tutti questi pezzi che costituiscono comunque degli importanti punti di riferimento. Quello che è possibile fare è sottolineare l ’ importanza di questa dimensione delineando uno schema molto semplice (esposto nella Tav. 14) che ricorda sin teticamente gli aspetti principali che abbiamo messo in eviden za in questo paragrafo. In questo schema il punto di riferimento è costituito dalla verifica di percorsi individuali in cui il tempo di lavoro (specifi cato rispetto ad una particolare situazione lavorativa) è collegato con l ’ uso del tempo di non lavoro. Le caratteristiche da tener presente, almeno come prima ap prossimazione per individuare i percorsi e quindi valutare le potenzialità di percorso delle varie situazioni lavorative, ci sem brano infatti due: a) le caratteristiche del tempo di non lavoro, distinguendo almeno tra il tempo di studio, il tempo dedicato

35 In Italia in questa direzione sono quasi del tutto assenti studi sulla mo bilità all ’ interno della fabbrica e studi sul tipo di mobilità sociale. Iniziano invece studi sulla mobilità tra fabbri che (il numero 6, 1979, della rivista «Economia Istruzione e Formazione professionale» è tutto dedicato a que sto tema) e vi sono anche una serie di ricerche sugli sbocchi occupazionali dei diplomati e dei laureati. Manca ancora l ’ idea di una analisi più inte grata e complessa e vi sono, come ab biamo visto, anche dei «buchi» visto si.

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