Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

secondo livello come il lavoratore che si trova alla tradizionale catena di montaggio e, per tutto quello riferito anche da No- ble, non è proprio detto che sia così). Occorre quindi, una volta effettuata una necessaria opera zione di inquadramento e quindi di relativo ridimensionamento della problematica della professionalità in fabbrica, andare molto più in profondità (il che significa confrontarsi di più con la realtà) di quanto non dicano questi schemi. In questa direzione rinviamo pertanto all ’ intervento di Ade le Pesce contenuto nel prossimo fascicolo in cui si individuano alcuni tipi di professionalità diversi da quelli presenti nello schema di Isfol: a) la professionalità originata dall ’ innovazione tecnologica; b) la professionalità «tappabuchi» in cui il lavorato re esprime la propria discrezionalità di intervento; c) le profes sionalità «miste» particolarmente presenti in situazioni di fab briche di minori dimensioni e legate alla piccola serie e che so no una specie di sintesi delle due precedenti. Questa maggiore attenzione ai prcblemi della professiona lità è d ’ altra parte presente anche in molti studiosi italiani (e- sempio tipico sono i libri e le ricerche di Butera) ed il dibattito in corso su queste tematiche è indicativo della non volontà di abbandonare questo ambito di studio e di intervento. c. Le situazioni lavorative secondo le potenzialità di percorsi Come terza dimensione (dopo la tutela e la qualità del la voro) consideriamo le situazioni lavorative a seconda delle po tenzialità di percorso. Questa ulteriore precisazione delle situazioni lavorative ci sembra essenziale perché considerando solo le due precedenti dimensioni c ’ è il rischio di dare del posto di lavoro una valuta zione statica in contrasto con quanto è invece il tipo di perce zione dello stesso lavoratore che considera ogni lavoro non solo per le sue caratteristiche presenti, ma anche per i percorsi po tenziali che esso favorisce. Questa valutazione delle situazioni lavorative e di studio basato sull ’ analisi dei percorsi sta attualmente diffondendosi anche se con tendenze ancora specialistiche. Se ad esempio con sideriamo sotto questo aspetto la letteratura statunitense, dove è disponibile il maggior numero di ricerche empiriche, trovia mo che vi sono almeno quattro tipi di ricerche che affrontano da angolature diverse i percorsi studio-lavoro e che tra di loro sono «autonomi» nel senso che gli autori 34 in ognuno di questi

gton 1972; B. B luestone , B. H arri - SON, Capitai Mobility and Economie Dislocation. Boston 1979; M. T row , Reflection on Youth Problems and Bolides in thè United States, Berkeley 1979 Carnegie Council on Policy Stu- dies in Igher Education, More and better Paths for Youth, Berkeley 1980.

34 Indichiamo a puro titolo orientati vo alcuni saggi indicativi dei settori: R. M. H auser , D.L. F eatherman , Thè Proce ss of Stratification, New Yori 1978; R.M. H auser , D.L. F ea therman , Opportunity and Change, New York 1978; U. Piore, Notes for a Theory of Labor Market Stratifica tion, in R.C. E dwards , M. R eich , D.M. GORDON, Labor Market Segmetation. op. cit.; F.H. CASSELL, S. M. D irector , S.I. D octors , A th- ree Company Study of thè Intrafirm Mobility of Blue Collar and Lower Level White Collar Workers, Washin

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