Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

denti alle varie classi sociali (considerando un indicatore come la professione o l ’ istruzione del padre). Le distinzioni maschi/femmine come si vede dalla Tav. 15 sono molto accen tuate: si ha infatti una equivalenza tra maschi e femmine solo nei licei mentre poi si hanno istituti ancora totalmente femmi nili (come l ’ istituto magistrale) o prevalentemente femminili (come l ’ istituto commerciale e anche, sia pure meno, gli istituti professionali), mentre sono poi quasi totalmente maschili gli istituti tecnici-industriali, agrari e per geometri. Ugualmente consistenti sono poi le differenze relative alla appartenenza de gli studenti alle varie classi sociali. Facendo un confronto tra la professione del padre di un liceo scientifico con un istituto tecnico-industriale bolognese si ha che nel liceo scientifico il 34% degli studenti ha un padre imprenditore o libero profes sionista, il 32% impiegato, il 9,6% operaio specializzato, il 7,4% operaio comune ed il 17% lavoratore in proprio, mentre gli studenti dell ’ istituto tecnico industriale hanno un padre im prenditore o libero professionista per il 4%, un padre impiega to per il 26%, operaio specializzazto per il 23%, operaio co mune per il 22% e lavoratore in proprio per il 25%, essendo poi ugualmente diverse le differenze per il titolo di studio: nel liceo scientifico i padri con diploma o laurea sono il 50%, nell ’ istituto tecnico industriale gli studenti con padre laureato o diplomato sono solo il 13%. Appartenenti in proporzione ancora più elevata a famiglie operaie sono poi gli studenti che frequentano le scuole profes sionali ed infatti i dati dell ’ indagine ISFOL effettuata nel ’ 75 in dicano che gli studenti frequentanti i corsi professionali in Emilia-Romagna solo per il 14% hanno un padre imprendito re, libero professionista, impiegato o comunque operante nel terziario; c ’ è poi un 10,7% figlio di lavoratori autonomi e tutti gli altri sono figli di operai e di contadini 37 . c4) Dati sul lavoro degli studenti I dati sul lavoro degli studenti delle scuole superiori indica no che l ’ esperienza lavorativa è ormai molto generalizzata. A Ferrara in una indagine in tutte le scuole medie superiori risulta che nel 1975 il 36% delle femmine ed il 61% dei maschi ha avuto una esperienza lavorativa; a Codigoro, in provincia di Ferrara, da un ’ altra indagine fatta sempre in tutte le scuole su periori, risulta che la percentuale degli studenti maschi che ha lavorato nel 1977 è del 71% e quella delle femmine del 45%. A Bologna nel liceo scientifico «Fermi» hanno lavorato nel 1976 il 56% dei maschi ed il 45% delle femmine per un totale di 190 mila ore pagate; sempre a Bologna gli studenti dell ’ istituto tec nico «Aldini Valeriani» hanno lavorato nel periodo ’ 76- ’ 77 (prendendo come punto di riferimento il 4° anno) il 46,7% dei maschi ed il 27,5% delle femmine. C ’ è quindi una relativa differenza tra il maggior numero degli studenti maschi rispetto a quello delle femmine (per le 37 ISFOL, L'attività regionale di for mazione professionale, in «Quaderni di Formazione Isfol», n. 27, 1976.

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