Problemi della transizione 1980
Lavoro e condizione giovanile
percentuali di poco superiori alla media nazionale che nel ’ 78/79 era del 74,5%. Da notare che i dati calcolati dal CEN- SIS per il ’ 78/79 sono stati il 69,5% per le regioni del nord, l ’ 81 ,5% per le regioni del centro e del 77,2% per quelle del sud. Queste differenze tra i tassi di passaggio sono spiegate per le regioni del centro-sud dal fatto che è stata fatta precedente- mente una consistente selezione e che quindi tutta una serie di abbandoni dalla scuola verso il lavoro sono avvenuti prima . Nel caso di Bologna questo non è però avvenuto per cui (rispet to alle percentuali di passaggio più basse delle regioni del nord) si può ritenere che vi sia una relativa maggiore propensione a continuare gli studi (da mettere probabilmente in relazione ai più elevati redditi familiari emiliani). C ’ è dunque da rilevare che dal ’ 78/79 al ’ 79/80 il tasso di passaggio registra una diminuzione, che in questi tassi di pas saggio alle superiori non sono considerate le iscrizioni ai corsi professionali (gestiti da privati, dalla Regione e dalla Provincia) che hanno registrato in questi ultimi anni un notevole aumento. c) Scuole superiori cl) Dati sulle scelte effettuate Come indicate dalla Tav. 15 lo spostamento più consistente è avvenuto nelle iscrizioni al primo anno negli istituti professio nali che nel ’ 78/79 costituiscono il 26,4% di tutti gli studenti iscritti al primo anno delle scuole superiori con un lieve aumen to negli istituti tecnici ed una diminuizione nei licei e nell ’ istitu to magistrale. Il punto più importante da sottolineare è quindi l ’ estendersi della percentuale di studenti che si orienta verso corsi più brevi in quanto la durata degli istituti professionali non supera, nella quasi totalità dei casi, i tre anni. Queste ten denze sono confermate al livello nazionale anche se tra il ’ 77/78 ed il ’ 78/79 si è registrato un incremento non previsto negli istituti magistrali e nel liceo classico (incremento che inve ce non è stato registrato a Bologna). c2) Dati sulla regolarità degli studi I dati più recenti sul tasso di regolarità nelle scuole supe riori di Bologna sono stati pubblicati dall ’ ufficio studi della Camera di Commercio che però permette solo di confrontare gli iscritti all ’ ultimo anno in relazione agli iscritti al primo anno (senza quindi poter valutare con precisione l ’ incidenza delle ri petenze e degli abbandoni). I dati confermano la maggiore re golarità negli studi degli iscritti ai licei e agli istituti magistrali indicando soprattutto per gli studenti degli istituti tecnici indu striali la tendenza ad uscire dalla scuola se si presentano occa sioni lavorative. Inoltre, come è prevedibile, è quasi nullo il proseguimento degli studi (per fare il biennio integrativo) da parte di chi ha scelto gli istituti professionali. c3) Dati sulle distinzioni per sesso e professione del padre La presenza degli studenti nei vari tipi di scuola superiore presenta ancora differenze molto consistenti nel rapporto nu merico maschi/femmine e nella diversa appartenenza degli stu
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