Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

medio caratterizzati da una classe sociale meno elevata. Gli stu denti femmine del percorso lungo scelgono invece al primo po sto lettere (il 73,1% proviene dai licei) e poi scienze il 64,2%, e farmacia indicando così una diversità di orientamenti maschi le-femminile ancora molto netta (anche se la presenza di stu dentesse nelle facoltà maschili tende ad aumentare). L ’ interrogativo a cui sarebbe importante rispondere è che ti po di difficoltà lavorative trovano questi studenti del percorso lungo. Gli unici dati disponibili sono quelli della iscrizione alle liste di disoccupazione giovanile dai quali risulta che nella re gione Emilia Romagna il maggior numero di laureati iscritti è quello che proviene da lettere e filosofia (491 di cui 422 don ne), pedagogia (277 di cui 232 donne), scienze biologiche (260 di cui 200 donne), giurisprudenza (75 di cui 43 donne) e scien ze politiche (69 di cui 32 donne), ingegneria (51 di cui 3 don ne). È quindi interessante constatare che mentre il percorso lun go maschile sembrerebbe trovare più facilmente lavoro dopo la laurea (non risultano iscritti a queste liste studenti di medicina e risultano meno iscritti gli studenti di giurisprudenza ed inge gneria) molto diversa è la situazione del percorso lungo femmi nile. Le studentesse delle classi sociali più elevate risulterebbero infatti, da questi dati, avere le stesse difficoltà delle studentesse provenienti dal percorso medio e provenienti maggiormente dalla classe operaia (magistero è la facoltà che ha a Bologna la più elevata percentuale di studenti figli di operai). b) Il percorso di studi medio prevalentemente femminile Come percorso di studi medio intendiamo il percorso che in prevalenza si interrompe dopo il diploma e come si può consta tare dalla Tav. 18 questo percorso si distingue nettamente fin dall ’ inizio in prevalentemente femminile e prevalentemente maschile (a differenza del percorso lungo che si differenziava solo al livello universitario). Nel percorso prevalentemente femminile vi sono gli iscritti agli istituti magistrali e agli istituti tecnici femminili (quasi il 95% femmine) e gli iscritti all ’ istituto commerciale (il 64% femmine). Considerando i tassi di abbandono durante le scuole superiori ed i tassi di passaggio da queste scuole all ’ università dai dati disponibili sembrerebbe che il percorso quasi esclusiva- mente femminile delle magistrali e degli istituti tecnici femmi nili (che rappresenta però complessivamente solo il 5% degli studenti provenienti dalla media inferiore) tenda di più a fare un percorso lungo (abbia cioè meno abbandoni e più iscrizioni all ’ università) rispetto a chi frequenta l ’ istituto commerciale che sembrerebbe entrare prima nel mercato del lavoro. A livello poi universitario le facoltà scelte sono magistero per chi ha frequentato le magistrali ed economia e commercio e scienze politiche per chi ha frequentato l ’ istituto commerciale ed i dati ricavabili dalle liste di disoccupazione giovanile e da una indagine sugli sbocchi dei laureati a magistero di Bologna sono molto chiari nell ’ individuare le difficoltà delle studentesse che hanno fatto questo tipo di percorso. Al livello infatti delle iscrizioni nelle liste di disoccupazione

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