Problemi della transizione 1980
Lavoro e condizione giovanile
il diploma). Si tratta quindi di un percorso più breve del prece dente ed il dato da tener presente è che questo tipo di percor so, rispetto ai precedenti, ha ricevuto in questi ultimi anni il maggiore incremento nelle iscrizioni, tendenza che si riscontra anche al livello nazionale. La spiegazione di questa affluenza nelle iscrizioni non è dif ficile da spiegare se si considera ancora una volta l ’ indagine fat ta dalla provincia di Bologna sugli sbocchi lavorativi e sulla fre quenza universitaria di tutti i diplomati a sei mesi dal diploma. Il periodo di sei mesi è troppo limitato per dare valori assoluti di tipo significativo ma in termini relativi i dati sono attendibili ed in termini relativi si può constatare immediatamente come siano proprio i licenziati da questi istituti a trovare più facil mente lavoro rispetto ad altri diplomati. In particolare i licenziati dagli istituti professionali indu striali dopo sei mesi risultano già avere un lavoro stabile nella percentuale elevatissima dell ’ 81% ed è importante sottolineare che da questi istituti professionali industriali si esce con specia lizzazioni molto delimitate (ad esempio specializzazioni in con gegnatoti meccanici su macchine utensili, riparatori automezzi, meccanici orologiai, tipografi, elettricisti installatori ed elettro meccanici ecc.) che indubbiamente incontrano quel tipo di ri chiesta di formazione alla mansione espressa più volte dalla Confindustria emiliana e dalle piccole medie imprese. È quindi da verificare con molta attenzione la relazione tra questi percorsi brevi e quelli medi (di tipo industriale) prima e- saminati in quanto a seconda della struttura della domanda se un diplomato in un istituto tecnico industriale viene utilizzato per mansioni dequalificate (a parte le sue successive possibilità di carriera) è evidente che si creano maggiori possibilità per uno studente che fa un percorso breve che lo porta ad avere una specializzazione da «mestiere» e che può agevolare un uscita dal lavoro indipendente verso il lavoro autonomo. e) Il percorso di studio brevissimo Il percorso di studi breve prima esaminato è prevalentemen te maschile nell ’ indirizzo industriale ma la presenza a Bologna dell ’ indirizzo commerciale e tecnico femminile fa sì che com plessivamente in questo percorso vi siano più donne che uomini anche se poi come sbocchi lavorativi ha maggiore facilità di tro vare lavoro chi fa i percorsi maschili. Il percorso di studi brevissimo che si esaurisce dopo la me dia dell ’ obbligo e che si diffonde in una serie di corsi professio nali al massimo di uno due anni è invece prevalentemente ma schile come indicano i dati della ricerca ISFOL sui corsi profes sionali regionali, i dati sulle caratteristiche degli apprendisti ed anche i dati sui tassi di passaggio dalla media inferiore alla su periore. Sembrerebbe quindi che all ’ interno della classe operaia, che costituisce il punto di quasi esclusivo riferimento di questo tipo di giovane che fa percorsi brevi, sia soprattutto il figlio maschio che viene «spinto» o decide «autonomamente» di entrare prima nel mondo del lavoro; questo problema è molto importante e di non facile decifrazione perché occorrebbe chiederci a quali
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