Problemi della transizione 1980
Il pubblico impiego
sima a questo valore, mentre la CISL ha un incremento molto contenuto (11,3%). La modifica della composizione quantitativa nei diversi settori del P.I. è una delle spiegazioni della modifica del peso delle diverse confederazioni. Certamente si attenuano i mecca nismi di identificazione politica con il sistema di potere domi nante, con l ’ istituzione delle regioni, e in generale via via che ci allontaniamo dagli apparati centrali dello Stato e si supera spe cie nel parastato il sindacalismo di ente, di qualifica. Un ulte riore e significativa spiegazione va ricercata nella modifica del la composizione sociale-cultura-politica dei nuovi soggetti che entrano nel P.I., in prevalenza giovani la cui identità si configu ra prima dell ’ ingresso, nella scuola/università, nelle lotte socia li a cavallo degli anni ’ 60- ’ 70. Dal ’ 70 al ’ 77 diminuisce il peso del sindacalismo autonomo, il che ci impone di interpretare in una chiave non superficiale i fenomeni del 1978, quando in particolare nel settore sanitario ci fu un ’ esplosione di conflit tualità altissima che va correlata più alle contraddizioni di cre scita del nuovo sindacalismo confederale che alle manifestazio ni di un sindacalismo autonomo di tipo tradizionale. In ogni caso, dal ’ 78 in avanti si assiste ad un rallentamen to della sindacalizzazione, fino alla situazione attuale che si at testa per i sindacati confederali al 52% degli occupati. Sintomo questo di problemi politici nel P.I. che possono solo in parte essere affrontati da un punto di vista sindacale, ma esigono, come è noto, una convergenza di interventi sinda cali e politici intorno al nodo del rapporto tra Stato-economia- società a partire dal quale la stessa iniziativa contrattuale trova spazio e finalità concrete. Il primo elemento da sottolineare è l ’ inesistenza in Emilia- Romagna di un sindacato autonomo dotato di spessore e esten sione organizzativa rilevabile: ciò non toglie che non esistano spinte in questa direzione anche se per il momento confluisco no sostanzialmente all ’ interno delle organizzazioni confederali. Questo è il giudizio che viene dato dalle principali organiz zazioni di categoria. Del resto si è avuto modo di notare, in al cuni conflitti di lavoro, anche recenti, che le tensioni «corpora tive» si esprimono attraverso i canali del sindacato aziendale, in particolare della UIL e CISL. Diversa è la questione esplosa con gli ospedalieri in cui tutte le strutture e le organizzazioni sindacali, comprese le confederazioni e segnatamente la CGIL, sono state investite da una protesta che traeva origine nel ritar do insostenibile sul piano salariale che si coniugava, in modo esplosivo, con il peggioramento delle condizioni di lavoro an che negli ospedali amministrati dalla sinistra, in particolare sul piano della organizzazione del servizio, della esposizione al ri schio. Il graduale riassorbimento di quella protesta fu possibile grazie all ’ intervento immediato di tutta la organizzazione sin dacale, a partire dai consigli di fabbrica e di zona con una fun zione politica e democratica i cui effetti si sono tradotti in un ri cambio, rinnovamento dei gruppi dirigenti aziendali, in una maggiore sensibilità dei quadri operai rispetto alle problemati che del P.I.
Sindacato e P.I. in Emi lia e a Bologna
103
Made with FlippingBook - Online catalogs