Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Se esaminiamo, tuttavia, l ’ andamento dell ’ iscrizione alla CGIL sul piano regionale, notiamo i segnali della crisi di identi tà che ha coinvolto centinaia di lavoratori molti dei quali, no nostante la reazione positiva del sindacato, hanno scelto il di stacco dall ’ organizzazione sindacale. Non si tratta di fenomeni rilevanti, ma indicativi del qua dro di complessità insito nel rapporto tra pubblico dipendente e sindacato. La tabella qui sotto riportata segnala l ’ andamento delle iscrizioni alla CGIL dal 1976 al 1979 per i principali comparti del P.I. in senso stretto, ovvero di quelle categorie che hanno costituito recentemente il sindacato della Funzione Pubblica, più la scuola (Tav. 6).
Tav. 6 - CGIL Emilia-Romagna - Iscritti al sindacato dal 1976 al 1979.
1979
Differenza 1976-1979 %
1976
1978
1977
-0,1 -9,0 + 9,0 -0,4
49.710 1.762 3.297
49.762
50.670 1.587 3.404
E.L./Osp. Parastato
50.178 1.743 3.280
1.955 3.009
Stato
10.086 10.414
10.919 10.040 66.120 64.809
Scuola
64.810
TOTALE
66.075
(Nostra elaborazione)
Globalmente la CGIL tiene, fuorché nel parastato (con traddicendo il dato nazionale); ma la mancata crescita va sicu ramente attribuita alle tensioni ed è sintomo di un disagio tutt ’ ora presente anche se non si esprime in forme esplicite. A questo proposito occorre tuttavia segnalare come nella fase di consultazione sulla piattaforma contrattuale si è manifestata una forte tendenza salarialistica che può essere interpretata sia come spinta alla completa parificazione con altre categorie, che come tentativo di riconquistare privilegi particolari. La prima tesi è quella più vicina alla realtà, anche se si manifesta come spinta a monetizzare una generale condizione di disagio per l ’ organizzazione del lavoro e del servizio, di cui i lavoratori del P.I., specie negli ospedali anche in Emilia-Romagna (vedi la vertenza aperta all ’ Ospedale Maggiore sulla nocività), hanno una percezione molto diffusa, frutto di una «cultura sindacale» positiva che nella sua crescita contraddittoria non ha saputo tuttavia tradursi in reali obiettivi di trasformazione dell ’ orga nizzazione del lavoro, lasciando spesso come unica valvola di sfogo quella della monetizzazione. E significativo l ’ esempio de gli autoferrotranvieri dove per anni si è parlato di liberazione del lavoro e i lavoratori si sono talmente convinti che, mancan do modifiche concrete, hanno cominciato a monetizzare tutto. Esaminiamo ora l ’ andamento delle iscrizioni alla CGIL nella provincia di Bologna non solo per le categorie della fun zione pubblica ma anche per ferrovieri, autoferrotranvieri, te lefonici, postelegrafonici, ricerca (Tav. 7).
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